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Caso Lavrov, l'attacco di Draghi contro le parole del ministro russo su Rete 4: "Aberranti e oscene"

Il premier è intervenuto sulle parole del ministro degli Esteri russo che hanno provocato la bufera politica

Di: VirgilioNotizie | Pubblicato il:

Frasi “aberranti”, “oscene”. Non usa mezzi termini il premier Mario Draghi per definire l’intervento di Sergei Lavrov su Rete 4 che ha scatenato la bufera politica a livello internazionale. Rispondendo alle domande sul caso esploso dopo l’ultima puntata di Zona Bianca, il presidente del Consiglio ha dichiarato di non considerare l’ospitata in TV del ministro degli Esteri russo nemmeno un’intervista, ma un vero e proprio comizio.

Caso Lavrov, l’attacco di Draghi contro le parole del ministro russo su Rete 4

“Prima di tutto parliamo di un Paese dove c’è libertà di espressione, e il ministro Lavrov appartiene a Paese dove non c’è libertà di espressione. In Italia c’è libertà di esprimere le opinioni, anche quando sono palesemente false e aberranti” ha detto il premier nella conferenza stampa di presentazione del decreto con i nuovi aiuti.

Quello che ha detto Lavrov è aberrante. E per quanto riguarda la parte riferita a Hitler, è davvero oscena” ha ribadito Draghi rispondendo alle domande dei cronisti.

“La televisione trasmette liberamente queste opinioni. Si è parlato di intervista ma in realtà è stato un comizio. Bisogna chiedersi se è accettabile di invitare una persona che chiede di essere intervistato senza nessun contraddittorio. Non è granché, non è granché professionalmente, fa venire in mente strane idee, non è granché” ha aggiunto.

Caso Lavrov, l'attacco di Draghi contro le parole del ministro russo su Rete 4: "Aberranti e oscene"
Il ministro degli Esteri russo, Sergei Lavrov

Caso Lavrov, l’attacco di Draghi contro le parole del ministro russo su Rete 4: le reazioni

L’intervento di Lavrov ha provocato un terremoto nella politica e nel mondo dell’informazione nella TV italiana, che adesso viene messo in discussione. “Abbiamo già previsto una specifica istruttoria anche con le audizioni dei vertici di Agcom e Rai. L’intervento di Lavrov, per le modalità in cui è avvenuto e per la montagna di fake news che ha propinato, conferma le nostre preoccupazioni” ha annunciato su Twitter, Adolfo Urso, presidente del Copasir, comitato parlamentare per la sicurezza della repubblica.

Il Copasir ascolterà il prossimo 12 maggio anche l’amministratore delegato della Rai, Carlo Fuortes, per analizzare il fenomeno di giornalisti ed altri esponenti russi invitati nelle trasmissioni televisive, che per alcuni possono essere considerati funzionari del Cremlino. A seguire ci sarà l’audizione del presidente dell’Agcom Giacomo Lasorella. Sul tema si sta muovendo parallelamente anche la Commissione di vigilanza Rai.

Sull’intervista, il segretario del Pd, Enrico Letta, ha criticato pesantemente l’atteggiamento del presentatore di Zona Bianca, Giuseppe Brindisi“Buon lavoro, Ministro Lavrov”. L’abisso. Ma quel che è più grave è che la vicenda dello spot da propaganda di guerra anti-Ucraina stia passando, con solo pochi scossoni. Siamo così pochi a pensare che non sia possibile, né accettabile? E che sia un’onta per l’Italia intera?” ha scritto su Twitter.

Il caso Lavrov è stato commentato anche dalla leader di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni, che ha denunciato “le vergognose tesi della propaganda russa”.

“La responsabilità non può ricadere su Mediaset – ha aggiunto successivamente. Se oggi gli italiani comprendono meglio le ragioni per le quali è necessario difendere l’Ucraina è anche grazie alla libertà di stampa e di parola, che in Italia sono diritti costituzionali”.

“Un conto è criticare le dichiarazioni di un ministro straniero, altro attaccare una libera televisione nazionale. La censura non ci piace e va combattuta” è stato invece il commento della Lega.

Caso Lavrov, l’attacco di Draghi contro le parole del ministro russo su Rete 4: il commento di Mediaset

Mediaset, l’emittente che ha ospitato Lavrov sulla sua rete, ha commentato tramite le parole del Direttore Generale Informazione, Mauro Crippa, l’intervento del ministro russo: “Le deliranti affermazioni del ministro degli esteri russo Lavrov a ‘Zona Bianca’ rivestono particolare importanza perché confermano chiaramente la mancanza di volontà da parte di Putin di arrivare ad una soluzione diplomatica della guerra dei russi contro l’Ucraina.”

“E comunque la si pensi, oggi sappiamo qualcosa in più della Russia e di chi la governa” ha detto Crippa che definisce “falsi storici” gli “assurdi parallelismi su Hitler e gli ebrei.

“Quanto alle accuse e agli assurdi parallelismi di Lavrov su Hitler e gli ebrei – ha ribadito -, solo antisemiti viscerali possono ancora dare credito a quelle che appaiono come follie allo stato puro, oltre che a falsi storici già smentiti dai fatti“.

“Ma Lavrov non è un passante – ha detto ancora Crippa -. È il numero due della Federazione Russa. L’intervista al ministro degli esteri russo è un documento che fotografa la storia contemporanea. Ai critici un tanto al chilo consigliamo la visione delle programmazioni di reti, tg e speciali Mediaset sulla guerra in Ucraina. Ne trarranno facilmente la conclusione che l’azienda ha ben chiaro chi ha voluto e cominciato questo conflitto”.

“L’Europa potrebbe essere sempre più coinvolta in una guerra ancora più sanguinosa e noi non dovremmo sentire chi, a livello istituzionale, questo conflitto l’ha innescato? – prosegue Crippa -. Il pluralismo dell’informazione e le buone regole del giornalismo suggeriscono sempre di ascoltare tutte le voci, anche quelle più controverse e divisive. Ma questo, come nel nostro caso, non significa condividerle”

“I nostri inviati nelle zone di guerra rischiano ogni giorno la vita per raccontare questo orribile conflitto, senza fare sconti alla propaganda di guerra e mostrando le immagini dei crimini compiuti. Nelle prossime settimane continueremo a dare voce a tutti i protagonisti di questa grave crisi mondiale” ha concluso il diretto dell’informazione di Mediaset.

draghi-conferenza-lavrov Fonte foto: ANSA
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