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AstraZeneca, il presidente di Aifa Palù spiega lo stop temporaneo

Il presidente di Aifa Giorgio Palù ha spiegato perché è stato sospeso temporaneamente il vaccino di AstraZeneca

L’Agenzia italiana del farmaco (Aifa) ha sospeso in via precauzionale e temporanea la somministrazione del vaccino anti Covid di AstraZeneca. Come l’Italia anche diversi altri Paesi europei, come Francia, Germania, Spagna e Olanda. Una decisione cautelativa presa dopo alcuni casi sospetti di tromboembolia e in attesa di un nuovo parere dell’Ema, atteso per giovedì 18 marzo.

Intervistato dal Corriere della Sera, il presidente dell’Aifa Giorgio Palù ha spiegato i motivi alla base dello stop ed è tornato a rassicurare i cittadini italiani affermando che “è improbabile un nesso causale diretto tra vaccinazione e decessi”.

Palù ha spiegato che tutto è partito da una iniziativa del Paul Ehrich Institute, l’ente regolatorio tedesco, che ha suggerito al ministro della Salute Jens Spahn di sospendere in via cautelativa il vaccino di AstraZeneca in seguito al verificarsi di 7 casi di tromboembolia, due dei quali mortali, su 1,6 milioni di dosi somministrate.

“Questi casi sono stati messi in relazione temporale con la dose inoculata” e si aggiungono a quelli riportati nei giorni precedenti in Danimarca e Austria, oltre ad un caso analogo in Olanda.

Cos’è la tromboembolia

Lo stop è stato deciso dopo alcuni casi sospetti di tromboembolia in persone vaccinate. Si tratta, spiega il microbiologo, della “formazione di coaguli all’interno di vasi sanguigni che possono ostruire la circolazione del sangue”.

“A seconda di dove i coaguli, i trombi, si formano sopraggiungono conseguenze più o meno gravi. Se ostruiscono l’arteria coronarica, del cervello o polmonare si possono generare problemi gravissimi per la salute e la sopravvivenza”.

Tromboembolia e vaccino, c’è relazione?

Il presidente di Aifa ha affermato che “l’evidenza scientifica di un nesso causa-effetto” tra questi casi di eventi tromboembolici e la somministrazione del vaccino AstraZeneca “al momento non c’è”.

Lo stop è stato decisoin via cautelativa e temporanea fino a che non si esprima l’Ema. L’agenzia regolatoria europea dovrebbe acquisire i dati di farmaco vigilanza e delle autopsie sulle persone decedute entro giovedì e dare una risposta”.

Secondo Palù “è improbabile un nesso causale diretto tra vaccinazione e decessi. Al massimo potrebbe esserci una concausa nel senso che i problemi potrebbero riguardare solo persone predisposte a sviluppare queste patologie”.

“Nei 12 milioni di vaccinati del Regno Unito e nei 5 milioni in Europa – ha ricordato – i casi registrati di questi eventi gravi erano finora prevalenti in persone anziane, età media 70 anni. L’incidenza è dunque nettamente inferiore a quella di un caso su mille circa tipico di queste manifestazioni”.

“Bisognerà vedere – ha aggiunto –  se le donne morte in Germania avevano condizioni predisponenti la trombosi come l’assunzione di pillola anticoncezionale oppure altre alterazioni di base della coagulazione”.

Vaccini, Palù: “Sono i farmaci più sicuri”

Sul perché spesso i timori della gente riguardano i vaccini e non gli altri farmaci, Palù ha spiegato che “vanno a persone solitamente in piena salute, a scopo preventivo. Si hanno meno timori a ingurgitare una pillola. Nei bugiardini dei medicinali più banali comunemente usati sono elencati una sfilza di effetti indesiderati molto superiori a quelli dei vaccini”.

“Ci dimentichiamo – ha ricordato – che sono i farmaci più sicuri, meno costosi e che ogni anno salvano due 2,5 milioni di vite umane. Hanno reso all’umanità un grande servigio: aumentare la spettanza di vita dai primi del ‘900 ad oggi di quasi 30 anni”.

VirgilioNotizie | 16-03-2021 08:48

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