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Fase 2, l'appello di Crisanti: "Bisogna fare tamponi a tappeto"

Il virologo Andrea Crisanti, il sociologo Luca Ricolfi e il giurista Giuseppe Valditara chiedono al Governo cambiamenti per la Fase 2

Gli esperti Andrea Crisanti, Luca Ricolfi e Giuseppe Valditara, virologo, sociologo e giurista, che abbiamo imparato a conoscere durante l’emergenza coronavirus, hanno lanciato un appello al Governo, pubblicato sulle pagine del Corriere della Sera, per iniziare a effettuare subito tamponi di massa. La lettera aperta è stata firmata dai numerosi colleghi di Lettera 150.

Lo scopo del cambio di rotta proposto, con i tamponi a tappeto, hanno spiegato, è quello di non vanificare gli sforzi fatti finora, evitando una nuova chiusura per centinaia di migliaia di aziende dopo l’inizio della Fase 2.

“Finora nelle regioni italiane si è fatto un numero insufficiente di tamponi giornalieri per abitante, e ciò è ancora più evidente quando si confronta questo numero con i casi positivi identificati”, hanno spiegato Andrea Crisanti, Luca Ricolfi e Giuseppe Valditara. “Una recente comparazione internazionale mostra che il numero di tamponi giornalieri per abitante è inversamente correlato a quello dei morti: più tamponi, meno morti“.

“Gli studi epidemiologici collegano ormai una efficace strategia di contenimento del virus a una campagna di tamponi di massa”, hanno scritto ancora gli esperti. “Persino l’Organizzazione Mondiale della Sanità ora caldeggia l’esecuzione di tamponi di massa”.

“Uno studio fatto da Francesco Curcio, dell’Università di Udine, e Paolo Gasparini, dell’Università di Trieste, ritiene che, utilizzando strumentazioni di laboratorio già esistenti sul territorio del Friuli Venezia Giulia e una efficiente organizzazione, si potrebbero processare già oggi 10mila tamponi giornalieri. Per regioni più grandi i numeri possono essere molto più elevati”, viene evidenziato nell’appello.

“Il costo per il processamento di un tampone, utilizzando reagenti almeno in parte prodotti nei laboratori di ricerca, è dell’ordine di 15 euro, inclusi il costo del personale tecnico, le utenze, il costo di ammortamento della strumentazione”, hanno spiegato gli esperti nella lettera pubblicata dal Corriere della Sera.

“Risulta che molte imprese private, in diverse regioni italiane, si sono rese disponibili a pagare una campagna di indagini molecolari per i propri dipendenti e persino a finanziare laboratori che eseguano tamponi”, hanno scritto ancora i membri di Lettera 150. “Macchinari di ultima generazione arrivano a processare fino a 10mila tamponi al giorno”.

“La capacità di fare tamponi in grande numero permetterebbe di contenere ed eliminare prontamente la trasmissione del virus in caso di sviluppo di focolai epidemici, come effettuato con successo a Vo’ Euganeo“, principale cluster del Veneto all’inizio dell’emergenza coronavirus in Italia.

“Dopo due mesi di confinamento domiciliare esistono in Italia milioni di persone negative al nuovo coronavirus che, adottando adeguati strumenti di protezione, potrebbero vivere nella pienezza dei propri diritti costituzionali invece finora conculcati. Una campagna di tamponamento può consentire a loro di riprendersi pienamente la libertà di movimento, e di riunione, la libertà religiosa, la libertà di lavorare, e quella di iniziativa economica, tutte attualmente e in vario modo compresse“, hanno sottolineato i tre docenti universitari.

“Ovviamente, tutto ciò richiede che, sempre a scopo precauzionale, si osservi il distanziamento e si indossino obbligatoriamente le mascherine. È altresì auspicabile un efficace tracciamento con app“. Secondo quanto riportato nella lettera pubblicata dal Corriere della Sera, “vietare a persone sane di circolare liberamente sul territorio nazionale, di lavorare o di intraprendere iniziative economiche è contrario ai principi costituzionali“.

“Senza una politica di tamponi di massa si avranno più morti, più danni alla salute, maggiori rischi di nuovi lockdown con conseguenze catastrofiche per la nostra economia. Perciò invitiamo le autorità nazionali e regionali ad avviare una massiccia campagna di tamponi per contenere la diffusione di Covid-19, per difendere la vita, la salute, il lavoro, i risparmi degli italiani oltre ai loro diritti fin qui sospesi. Il tempo è poco, i rischi sono grandissimi: è ora di agire“, hanno concluso gli esperti.

VirgilioNotizie | 05-05-2020 09:02

Coronavirus, il grafico della Protezione civile del 4 maggio Fonte foto: Ansa
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