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Anticorpi monoclonali in Italia, primi nodi: il "chi" e il "dove"

Sono due i problemi relativi agli anticorpi monoclonali: come identificare i pazienti e dove effettuare il trattamento

Al via anche in Italia le prime somministrazioni di anticorpi monoclonali per la cura del coronavirus. In diversi ospedali italiani è tutto pronto per i primi trattamenti, dopo l’acquisto di 150mila dosi. I principali nodi, adesso, sono due: decidere a quali pazienti andranno le nuove cure contro il Covid-19 e dove effettuare il trattamento (che sarà al di fuori degli ospedali). Sulla questione si è pronunciato l’istituto Spallanzani con una nota ufficiale, oltre all’infettivologo Massimo Galli.

Monoclonali, a quali pazienti e dove: il parere di Galli

Il punto chiave del trattamento con gli anticorpi monoclonali, ha dichiarato all’Adnkronos Salute Massimo Galli, è come identificare i pazienti da trattare. L’infettivologo dell’ospedale Sacco e dell’università Statale di Milano, ha precisato che “l’uso degli anticorpi monoclonali” contro il Covid-19 “non è ancora nella pratica clinica corrente” e andranno fatte alcune valutazioni preliminari.

“Ho partecipato a una commissione su questi specifici aspetti, ovvero su quali siano i pazienti eleggibili. Il punto è che si tratta di persone che non richiedono un’ospedalizzazione, ma una diagnosi precoce in un contesto che è forzatamente esterno all’ospedale. Da ciò deriva la necessità di identificare il luogo fisico, dove somministrare la terapia, oltre che avere nei medici del territorio il primo imput per l’identificare il paziente candidabile”.

Dopo la decima giornata di malattia questi farmaci sono inutili. Quindi vanno dati precocemente – ha ricordato Galli -. Ma visto che su 100 persone quelle che peggiorano veramente sono 5 o 6, aumentando in proporzione quanto più salgono le comorbosità delle persone, sulla popolazione generale è necessario scegliere bene quelli che rischiano: non avrebbe senso darli a tutti. Tutto questo, purtroppo, non è così ovvio da farsi visto che sono decenni che il contatto ospedale-territorio è più a parole che nei fatti”.

La nota dello Spallanzani: a chi andranno i monoclonali

In una nota, l’Istituto nazionale per le malattie infettive di Roma ha fatto sapere: “Tutto è pronto allo Spallanzani per iniziare la somministrazione secondo il programma di ministero della Salute-Aifa-Regione Lazio”.

Questi farmaci, si legge ancora nella nota riportata da Adnkronos, “saranno somministrati a persone con diagnosi di Covid-19 in fase iniziale di malattia che non necessitano di ricovero in ospedale, ma con particolari condizioni di aumentato rischio di peggioramento clinico. I pazienti verranno individuati dai medici di pronto soccorso e dai medici curanti a domicilio e inviati al centro di somministrazione territorialmente più vicino”.

VirgilioNotizie | 19-03-2021 15:45

Covid: quali sono i farmaci da (non) utilizzare e perché Fonte foto: ANSA
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