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Viviana e Gioele: l'annuncio sulle scarpe blu. Le ultime sul caso

Proseguono le indagini sul caso di Viviana Parisi e del figlio Gioele: gli ultimi sviluppi e le dichiarazioni dei protagonisti

Di: VirgilioNotizie | Pubblicato:

Le scarpette blu trovate accanto ai resti umani, mercoledì, nelle campagne di Caronia sarebbero di Gioele. Il papà del bambino, Daniele Mondello, le avrebbe riconosciute durante l’incontro odierno con la polizia. Lo ha appreso l”Ansa’ dalla sorella dell’uomo, Mariella Mondello.

L’avvocato del papà del bambino, Pietro Venuti, ha aggiunto, in alcune dichiarazioni riportate da ‘Ansa’, che “le scarpette che la polizia ha mostrato a Daniele Mondello sono quelle che lui aveva regalato a Gioele assieme alla moglie. Non ci sono dubbi che siano le sue“. Il penalista ha inoltre precisato che Daniele Mondello è stato in Questura per firmare dei documenti per gli esami che saranno eseguiti venerdì sui vestiti di Viviana Parisi. L’avvocato ha spiegato anche che il prelievo per il Dna è stato eseguito su Daniele Mondello e sul padre di sua moglie, Luigino Paris.

Uscendo dalla Questura di Messina e prima di recarsi nella caserma Calipari, Mondello, come riporta ‘Ansa’, ha detto: “Queste ricerche sono state un fallimento“.

Secondo gli inquirenti il corpo ritrovato da un volontario appartiene a Gioele “con quasi assoluta certezza” anche se l’autopsia è attesa per domani. A occuparsene sarà Elvira Spagnolo, lo stesso medico legale che ha eseguito l’esame sulla madre del bambino Viviana Parisi.

Come riporta ‘Ansa’, sono state sospese le ricerche di Gioele attivate nelle campagne di Caronia. La macchina dei soccorsi si è fermata e il campo base sta per chiudere. La decisione potrebbe essere un segnale del fatto che si ritiene sempre più probabile che i resti umani trovati mercoledì siano quelli del piccolo Gioele.

Gioele, il punto sulle indagini

Le indagini sulla morte di Viviana Parisi si sviluppano anche nel centro medico di Barcellona Pozzo di Gotto, dove la dj era stata visitata. La polizia sta tentando di capire le reali condizioni psichiche della donna. I pm, inoltre, starebbero per nominare come consulente un perito per avere un quadro preciso della personalità di Viviana.

Diverse le ipotesi, come riferisce ‘Ansa’: la donna, sotto choc per l’incidente stradale subito, potrebbe aver lasciato l’auto sulla Messina-Palermo e aver ucciso Gioele per poi suicidarsi, forse temendo che il bimbo le venisse portato via per le sue condizioni psicologiche; il bambino potrebbe essersi ferito nell’incidente e Viviana potrebbe allora aver lasciato il corpo ed essersi buttata dal traliccio per la disperazione; i due potrebbero essere stati uccisi da malintenzionati incontrati nella fuga o da un branco di animali selvatici, ma gli inquirenti riterrebbero queste ultime ipotesi meno probabili.

Il procuratore di Patti, Angelo Cavallo, ha dichiarato: “Noi non aspettiamo i 90 giorni per avere i risultati scritti della consulenza dei nostri periti. Loro ci dicono immediatamente quello che, secondo loro, è successo. Già ce lo hanno detto. Loro delle certezze le hanno a loro modo comunicate, riservandosi all’esito di accertamenti, in particolare di quelli istologici. Ma una pista, una lettura chiara degli avvenimenti già c’è stata data. In questo momento tutte le ipotesi sono aperte: o una morte contestuale o in momenti separati. Dobbiamo verificare. Il tragitto fatto da Viviana Parisi e dal figlio Gioele, il 3 agosto scorso, da casa al momento dell’incidente, sulla A20, riteniamo che sia stato tutto accertato. Riteniamo con buona approssimazione che l’uscita dall’autostrada fosse dovuta alla necessità di fare carburante perché in auto c’era poca benzina. Sono attendibili i testimoni che vedono madre e figlio insieme e vivi dopo l’incidente stradale sulla Palermo-Messina. Nell’auto di Viviana Parisi sono stati trovati due certificati medici sullo stato di salute della donna. Altri accertamenti sono in corso”.

Gioele, il ritrovamento: duro attacco dell’avvocato

Continua intanto la polemica sulle ricerche del piccolo Gioele. Il padre, Daniele Mondello, si è lasciato andare a un duro sfogo su Facebook in cui ha messo in dubbio i metodi usati.

Lo stesso Daniele Mondello, come riporta ‘Ansa’, ha anche chiarito successivamente che “Viviana non era in cura non seguiva alcuna terapia, ha soltanto preso per 4 giorni 2 pillole e poi ha smesso lei, di sua volontà, e non aveva con sé alcun bancomat e né i 500 euro come è stato scritto”.

L’avvocato Claudio Mondello, cugino dell’uomo, ha scritto su ‘Facebook’: “Persino per ritrovare Gioele la mia famiglia ha dovuto fare affidamento sulle proprie forze: ancora una volta ha dovuto metterci una pezza”.

La credibilità dello Stato ne esce fortemente compromessa e non posso che dolermene – ha aggiunto – Devo, tuttavia, ringraziare i tantissimi volontari che ci hanno sostenuto col loro sudore ed amore. È una Italia che ci restituisce speranza”.

Viviana Parisi e il piccolo Gioele, le tappe del giallo
Viviana Parisi e il piccolo Gioele, le tappe del giallo
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