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Vittorio Sgarbi pagato dal Comune di Conegliano per presentare il suo libro: 1500 euro al sottosegretario

Vittorio Sgarbi avrebbe ricevuto 1500 euro di compenso dal Comune di Conegliano (Treviso) per presentare il suo libro "Michelangelo. Rumore e Paura"

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Vittorio Sgarbi nuovamente al centro della polemica. Il sottosegretario alla Cultura avrebbe ricevuto 1500 euro di compenso dal Comune di Conegliano (Treviso) per presentare il suo libro “Michelangelo. Rumore e Paura”, nell’ambito della rassegna “Autori in chiostro”.

Il libro di Vittorio Sgarbi presentato a Conegliano

Lo scorso 12 gennaio, il noto critico d’arte e attuale rappresentante di governo si trovava nella cittadina veneta per la presentazione del testo, attesa per le 20.45  presso l’auditorium Dina Orsi.

Tra le altre cose, la  sua richiesta di andare a visitare una mostra di De Chirico a tarda sera, dopo la sua lectio, avrebbe creato non poco scompiglio.

vittorio-sgarbi-libro-comune-coneglianoFonte foto: ANSA
Vittorio Sgarbi nel corso della trasmissione “Piazza Pulita”

La richiesta avrebbe provocato qualche dissenso, a cui Sgarbi avrebbe replicato: “Me lo hanno chiesto loro”, facendo riferimento all’assessora locale e agli organizzatori.

Il compenso di 1500 euro

La polemica, tuttavia, verte su un dettaglio relativo al cachet per la visita del sottosegretario a Conegliano.

Il Fatto Quotidiano (che insieme al programma tv Report ha realizzato un’inchiesta su un presunto traffico di opere d’arte contraffatte che vede Sgarbi indagato a Macerata), ha infatti parlato di un compenso di 1500 euro.

È stato chiamato in causa anche l’Antitrust, che al momento sta già conducendo altri accertamenti sul sottosegretario, in riferimento ai compensi non dichiarati per la partecipazione a eventi e mostre.

Sgarbi, infatti, è stato segnalato nei mesi scorsi per aver percepito circa 300mila euro da incarichi professionali ottenuti durante la sua carica istituzionale al governo.

Cosa dice la legge sui compensi

In quanto sottosegretario, Sgarbi è vincolato alla legge 215/2004, che impone a chi la ricopre di dedicarsi “esclusivamente alla cura degli interessi pubblici“.

Dal giuramento in poi, “al titolare non può derivare, per tutta la durata del governo, alcuna forma di retribuzione o vantaggio“.

La legge, inoltre, vieta di “esercitare attività professionali o di lavoro autonomo in materie connesse con la carica di governo, di qualunque natura, anche se gratuite, a favore di soggetti pubblici o privati”.

vittorio-sgarbi-comune-conegliano-libro Fonte foto: ANSA
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