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Vigile suicida dopo gogna social: parla chi ha pubblicato la foto

"Non mi sento in colpa", ha dichiarato Giovanni Manzoni, che lo aveva denunciato anonimamente tramite la pagina della sua associazione

Gian Marco Lorito, l’agente di Polizia locale di Palazzolo Sull’Oglio (Brescia) che ieri mattina ha impugnato la pistola e si è suicidato, non ha lasciato alcun biglietto. Ma la memoria di tutti va alla gogna mediatica, subita la scorsa settimana, quando il vigile aveva parcheggiato l’auto di servizio nel posto per disabili di via Caniana a Bergamo. La vicenda è stata ricostruita nel dettaglio da La Stampa, che ha intervistato l’uomo che lo ha denunciato via social, dando via agli insulti.

“Una vera schifezza. Da un vigile poi…”, “Chi controlla il controllore?”, “Abuso di potere! Non si può tollerare!”, “Una m***a sul cofano, bell’esempio”, si legge nei commenti al post pubblicato dal presidente dell’Associazione Mutilati e Invalidi Civili Giovanni Manzoni. Lui stesso ha risposto alle domande dei giornalisti, spiegando di non sentirsi in colpa per quanto avvenuto.

Vigile suicida dopo la gogna social, il responsabile: “Non mi sento in colpa”

“Non volevamo certo metterlo alla gogna. Ma è difficile pensare che possa essersi suicidato per alcuni commenti imbecilli sui social. Non ci si può suicidare per un parcheggio sbagliato. Non volevamo certo creare un mostro. C’è dell’ altro dietro al suo gesto”, ha dichiarato Giovanni Manzoni a La Stampa.

Sulla pratica di pubblicare foto sui social per denunciare la pratica scorretta, ha spiegato: “Noi riceviamo decine di segnalazioni di gente che parcheggia su spazi dedicati ai disabili. Nessuno poteva immaginare la sua reazione”.

“Mi sono sentito nei giorni scorsi e anche oggi col comandante” della stazione di Polizia locale, ha spiegato. “Eravamo d’accordo che in settimana avrei incontrato anche l’agente. Lui si era scusato, ci aveva inviato una lettera ammettendo di avere fatto un errore involontario. Ci aveva anche fatto una donazione di 100 euro e si era automultato. Per noi il caso era chiuso”.

“Non ho parole per esprimere il mio rammarico per aver parcheggiato il veicolo di servizio nello spazio riservato ai disabili. Mi sono confuso con la segnaletica, anche se ciò non giustifica. La ringrazio per il lavoro che svolgete e si prega di considerare ancora scuse sincere“, aveva scritto Gian Marco Lorito nella lettera pubblicata da La Stampa.

Giovanni Manzoni ha spiegato al quotidiano che “il comandante dei vigili di Palazzolo Sull’Oglio mi aveva detto che questo agente aveva problemi personali, soffriva anche di depressione. Quando la notizia è finita sui quotidiani alcuni giornalisti mi avevano cercato ma io non ho mai risposto per questo. Non volevo alimentare altre polemiche“.

“Se solo avessimo immaginato che questo agente aveva dei problemi, non avremmo scritto quel post”, ha sottolineato il presidente dell’associazione. “Non abbiamo mai messo il suo nome. Solo la foto della sua auto di servizio parcheggiata male. Mi dispiace ovviamente che questo, insieme ad altro, abbia innescato una reazione di questo agente che, a quanto mi dicono, nessuno poteva immaginare“.

Tuttavia Giovanni Manzoni ha spiegato al giornalista de La Stampa di non sentirsi “in colpa. È una tragedia. Una grande disgrazia anche per i suoi famigliari e i suoi colleghi. Quando noi pubblichiamo la foto di un’auto parcheggiata sullo spazio disabili non lo facciamo per mettere qualcuno alla gogna. Vogliamo che la gente si sensibilizzi a certe problematiche”.

Gesto che però genera l’astio degli utenti. “Certo ci sono commenti imbecilli”, ha ammesso il presidente dell’associazione. “Ma non so se questi da soli possono avere provocato quello che poi è successo. Probabilmente un’altra persona, con meno problemi, non avrebbe reagito in quel modo. Rimane tutta l’amarezza di non essere riusciti a fare questo incontro. Lo avremmo tranquillizzato. Nei prossimi giorni incontrerò il comandante. Rimane una grande tragedia, inaspettata, ma è una tragedia irreparabile”.

Vigile suicida dopo il parcheggio sul posto dei disabili: i retroscena

Sotto choc i colleghi, che a La Stampa hanno dichiarato: “Ne avevamo parlato. Gli avevamo detto di non preoccuparsi, che può capitare a tutti di sbagliare e che non sarebbe successo nulla“.

Ilario Cavalleri, sindaco di Erbusco, dove l’agente ha prestato servizio per anni, ha però dubbi sulle motivazioni che potrebbero aver spinto Gian Marco Lorito al gesto estremo: “La gente scrive sui social come una volta si faceva sui muri dei cessi pubblici. L’effetto è amplificato un milione di volte però. Io spero che non si sia ammazzato solo per questo. So che aveva problemi in famiglia, che si stava lasciando con la compagna. Ma siamo tutti sotto choc. Era una persona per bene”.

Parole simili per il primo cittadino di Palazzolo Sull’Oglio, Gabriele Zanni: “Nei giorni scorsi era venuto da me a scusarsi per quello che era successo con il parcheggio disabili. Non ci sarebbero state conseguenze. Non aveva motivo di preoccuparsi. Lascia tanta disperazione non aver capito i segnali, ammesso che ce ne siano stati. Purtroppo le motivazioni di un gesto tanto drammatico oramai le può conoscere solo Gian Marco e per rispetto a lui è inutile e insensato fare congetture“.

 

VIRGILIO NOTIZIE | 05-02-2020 14:38

vigile-suicida Fonte foto: Ansa
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