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Vaccino Covid, i rischi della dose unica: l'analisi dell'esperto

L'immunologo Alberto Mantovani analizza i possibili effetti della somministrazione di una sola dose di vaccino ai guariti dal Covid-19

Con una recente circolare il ministero della Salute ha dato il via libera alla possibilità di somministrare una sola dose del vaccino anti-coronavirus ai soggetti che sono già stati affetti dal Covid-19, entro i sei mesi dall’infezione. La direttiva è stata firmata dal direttore della Prevenzione del dicastero Giovanni Rezza, su indicazione sia del Consiglio superiore di sanità sia dell’Agenzia italiana del farmaco. Il tema ha però sollevato le perplessità di un immunologo e accademico di rilievo internazionale come il professore dell’Università Humanitas Alberto Mantovani, che le esprime su Repubblica.

Nella sua analisi il professore inizia con una distinzione tra le due piattaforme diverse sulle quali si basano i vaccini contro il Covid-19.

Da una parte quelli sviluppati a partire dai virus attenuati degli adenovirus come Oxford-AstraZeneca, Johnson & Johnson, Reithera, sono stati pensati per essere somministrati con una sola dose. È il motivo per il quale, ad esempio, con il vaccino prodotto dalla casa anglo-svedese si è protetti fino a tre mesi: la seconda dose è stata introdotta dall’Università di Oxford durante la fase di sperimentazione clinica per stimolare una maggiore risposta immunitaria.

Mantovani spiega però che i vaccini a mRNA, come Pfizer-BionTech e Moderna, sono stati prodotti tramite una tecnologia innovativa, ma con tempistiche simili a quelle dei vaccini tradizionali, che richiedono una prima dose e un richiamo. Ma nonostante questa tipologia sia sta progettata per essere efficace dopo due dosi, offre una protezione anche dopo la prima

I dati da Israele dicono che questi prodotti forniscono una difesa dalle forme più gravi di malattia del 62% dopo la prima somministrazione, che diventa del 92% dopo la seconda dose. L’immunologo rivela come nella letteratura, il dubbio sia su quando fare il richiamo e non se farlo o meno.

Quindi sul punto Mantovani ritiene indispensabile proseguire con la ricerca sugli effetti del rinvio della seconda dose nei vaccini a mRNA, in particolar modo sui soggetti con un sistema immunitario fragile, come i pazienti oncologici, reumatologici, con patologie neurodegenerative che possiamo.

Infine, altro elemento da non sottovalutare è la diffusione delle varianti. Mantovani lo affronta citando Anthony Fauci: l’immunologo americano a capo della gestione della pandemia negli Usa, ha definito “irrinunciabile” la seconda dose, perché un ritardo della somministrazione del richiamo potrebbe favorire l’emergere di nuove mutazioni.

VirgilioNotizie | 05-03-2021 08:52

Vaccino Covid, il piano con una sola dose: cosa cambia e per chi Fonte foto: ANSA
Vaccino Covid, il piano con una sola dose: cosa cambia e per chi
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