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Vaccino Covid, in Israele i no-vax persuasi con la pizza

In Israele, per convincere più persone a vaccinarsi, sono stati istituiti dei premi

In Israele, la campagna vaccinale procede spedita e il Paese si avvicina sempre più all’agognato obiettivo dell’immunità di gregge. Secondo un report del 23 febbraio del ministero della Sanità, metà della popolazione israeliana (4.507.325 su circa 9 milioni di persone) ha ricevuto almeno una dose di vaccino, mentre 3.123.136 hanno ricevuto anche la seconda dose.

In Italia, per fare un paragone, al 24 febbraio sono 3.702.079 le dosi somministrate, e 1.341.780 quelle che hanno ricevuto la seconda dose, al netto di una popolazione di oltre 60 milioni. Ovvero circa il 6%, che è un numero ben lontano dal 70% di popolazione (tra vaccinati e guariti) richiesto per raggiungere l’immunità di gregge.

Vaccino Covid, in Israele premi per i vaccinati

Ma come è stato possibile, in Israele, riuscire a vaccinare così tante persone in poco più di due mesi? Lo ha spiegato l’epidemiologa Francesca Levi Schaffer, intervenendo a “The Breakfast Club” su Radio Capital: “Il passo vincente è prima di tutto la disponibilità di vaccini e poi l’attività di convincimento verso chi era riluttante. Per convincere i no-vax sono stati anche istituiti dei premi“.

Tra i premi, c’era anche la pizza. “Nei quartieri ultraortodossi pizza familiare per tutti quelli che si vaccinano. Per i giovani, ad esempio, dopo la vaccinazione un thermos in regalo. Ha funzionato”, ha spiegato la professoressa dell’Università di Gerusalemme.

Vaccino Covid, il nodo sulle dosi

Ma oltre all’incentivo, ha giocato un ruolo importante anche la fornitura consistente di dosi: “Abbiamo così tanti vaccini che alcuni li regaliamo ai Paesi vicini”. E quello delle dosi, per l’Italia, è un punto dolente: è del 23 febbraio la doccia fredda di un nuovo taglio di dosi del vaccino AstraZeneca, dimezzate nel secondo trimestre del 2021.

“Siamo riusciti ad aprire palestre, teatri e concerti – ha concluso Schaffer – sempre con distanziamento e mascherina. Nelle classi si guarda con diffidenza agli studenti che non si sono vaccinati. L’obiettivo è vaccinare tutti gli israeliani entro maggio, poi in estate i richiami per tutti”.

Secondo un recente studio della sanità pubblica scozzese, la prima dose di vaccino sarebbe stata già sufficiente a far calare di molto i ricoveri. Un obiettivo che potrebbe spingere il governo italiano a ispirarsi al “modello inglese” (vaccinare più persone possibile e ritardare la seconda dose).

SONDAGGIO – Che ne pensi della soluzione adottata in Israele per incentivare le vaccinazioni?

VirgilioNotizie | 24-02-2021 13:19

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