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Vaccini Covid, allarme Aifa: cosa è successo negli ultimi mesi e il consiglio di seguire la regola delle 3 C

Il direttore dell'Aifa, Nicola Magrini, ha fatto il punto sulla campagna vaccinale in Italia

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Il Covid è tornato a ruggire in Cina e immediatamente è scattata l’allerta a livello globale. Forse l’incubo pandemia non è del tutto alle spalle e il ‘liberi tutti’ potrebbe essere rivisto. Sicuramente anche in Italia si sta pensando a eventuali piani per arginare la diffusione del virus, laddove questo ricominci a mietere contagi e soprattutto ospedalizzazioni. Intervistato da La Repubblica, Nicola Magrini, direttore generale dell’Agenzia Italiana per il Farmaco (Aifa), ha fatto il punto sulla situazione attuale.

Magrini: “Buchi importanti nella campagna di vaccinazione”

Magrini ha sottolineato come l’Italia sia uno dei paesi più vaccinati al mondo e con vaccini validi. “Ma non dobbiamo sederci sugli allori. Non si vive di rendita e la campagna deve essere proseguita“, ha scandito. Al momento fra gli individui a rischio per ragioni anagrafiche, a fare la quarta dose è stato il 43% con più di 80 anni, il 30% della fascia fra i 70 e i 79 e meno del 19% della fascia 60-69. “Decisamente non abbastanza per le persone a rischio”, ha dichiarato l’esperto.

Secondo Magrini, per come è andata la campagna vaccinale negli ultimi mesi, “in Italia ci sono dei buchi importanti nelle fasce al di sopra dei 60 anni“. Il direttore dell’Aifa consiglia alle persone a rischio di andare a vaccinarsi in massa. Quando si parla di numeri riferiti alle dosi invita a guardare la situazione da un altro punto di vista.

Vaccinazione governo Meloni.Fonte foto: ANSA

“Non mi concentrerei sui numeri – ha spiegato -. Quarta o quinta dose che sia, le persone a rischio dovrebbero fare un richiamo dopo 4-6 mesi dall’ultima vaccinazione o da un contatto col virus. Vedo proprio in questi giorni che il messaggio inizia a essere ascoltato. Nell’ultima settimana le somministrazioni sono tornate a 200mila, un dato che non vedevamo da tempo. Spero che il mese di gennaio vada ancora meglio”.

Vaccinazioni, la battuta d’arresto

Magrini, circa il cambio di governo, ha dichiarato che “abbiamo assistito ad alcune esitazioni o momenti di riflessione, a proposito della campagna vaccinale”. “Ma i numeri di questi giorni – ha proseguito – ci fanno ben sperare. Dalla riunione dell’unità di crisi di venerdì scorso siamo usciti, il ministro per primo, con la volontà di rilanciare le immunizzazioni”.

Da quando si è insediato il governo Meloni la campagna pro vaccinazione si è praticamente fermata. “Diciamo – ha dichiarato sempre Magrini a La Repubblica – che da ottobre abbiamo avuto un paio di mesi di pausa di riflessione, anche politica, per l’insediamento del nuovo governo. Lì, all’inizio della stagione delle infezioni respiratorie, sarebbe stata necessaria una maggiore continuità, una campagna più convinta”.

“Dobbiamo occuparci delle tre C maiuscole”

“Dobbiamo occuparci contemporaneamente di tre C maiuscole: il Covid-19 e altre possibili emergenze da tenere sotto controllo, i conflitti e il cambiamento climatico per rendere più sostenibile la vita sul pianeta. La sanità pubblica dovrebbe essere di guida in tutti e tre questi ambiti”, ha concluso il numero uno dell’Aifa.

vaccini-decessi-evitati Fonte foto: ANSA
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