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Bimbo ucciso a Milano, il padre: "Non credevo che l'avrei ucciso"

Il bambino di due anni trovato morto ieri in un appartamento in zona San Siro. Il padre è accusato di omicidio volontario aggravato

Stamattina, all’interrogatorio davanti al pm Giovanna Cavalleri, Aljica Hrustic ha risposto alle domande sull’omicidio del piccolo Mehmed, il figlio di due anni trovato morto a Milano ieri. Secondo quanto riporta l’Ansa, il 25enne croato avrebbe dichiarato:

“L’ho picchiato, poi l’ho visto morto, non credevo che l’avrei ucciso”.

L’uomo sarà interrogato nelle prossime ore anche dal gip a San Vittore per la convalida del fermo e la misura cautelare. Ansa riferisce che durante l’interrogatorio è apparso lucido.

Bimbo ucciso a Milano, la confessione del padre

Ha confessato Aljica Hrustic, il 25enne fermato ieri per aver ucciso il figlio di due anni in un appartamento in via Ricciarelli 22 a Milano. L’ha picchiato fino a ucciderlo in preda a un raptus, in un “momento di rabbia“, dopo aver assunto hashish. Lo ha ammesso il 25enne, secondo quanto riporta La Repubblica, davanti agli investigatori della Squadra mobile di Milano e al magistrato Giovanna Cavalleri. È in stato di fermo con l’accusa di omicidio volontario, aggravato dalla minore età del figlio e dal fatto che il delitto è stato preceduto da maltrattamenti.

La ricostruzione

È successo nella notte: Hrustic non riusciva a dormire e in preda alla rabbia ha iniziato a colpire il figlio, fino alla morte. “Non è stato in grado di spiegare precisamente cosa gli è venuto in mente in quel momento. Non sappiamo se il bambino stesse piangendo, ha solo raccontato che non riusciva a dormire e che aveva assunto hashish. Si è alzato e, in preda a un accesso di rabbia incomprensibile, lo ha picchiato a morte”, ha detto a La Repubblica il capo della Squadra mobile Lorenzo Bucossi.

Il bambino è stato trovato morto ieri all’interno di un appartamento in via Ricciarelli 22, in zona San Siro. A chiamare il 112, intorno alle 5 del mattino, è stato proprio il padre, dicendo che il piccolo aveva avuto una crisi respiratoria. Ma all’arrivo dei soccorritori c’era soltanto la madre del bambino, Silvja Z., croata di 23 anni, incinta del quinto figlio. I paramedici non hanno potuto far altro che constatare il decesso del piccolo. Sul suo corpo sono stati ritrovati evidenti segni di violenza, e tracce di sangue sul pianerottolo di casa.

Le indagini

Le indagini si sono concentrate subito sul padre, di origini croate e nato a Firenze, con un precedente per riciclaggio risalente al 2016. La madre, portata in commissariato, ha subito accusato il compagno. La coppia ha quattro figli, uno dei quali vive in Croazia. Le due piccole sono state ora affidate ai servizi sociali. Viveva in un palazzo di case popolari, in un alloggio occupato abusivamente circa due mesi fa. Hrustic è stato rintracciato in mattinata attorno alle 11,30 nel zona del Giambellino, non lontano dal suo appartamento. Con sé aveva le due figlie più piccole. È stato individuato grazie alla localizzazione del suo telefono cellulare.

Le parole della moglie

“TgCom24” riporta alcune dichiarazioni della madre del bambino: “Quando mio marito fuma va fuori di testa, perde il controllo”. Agli inquirenti, la ragazza croata avrebbe rivelato che il marito ha ucciso “a mani nude” il figlio. Poi, alla domanda se anche lei fosse mai stata picchiata in passato, avrebbe risposto: “Sì, a volte, da un po'”.

Le parole del prozio

“Se lo avessi trovato prima della polizia lo avrei ammazzato, non c’è dubbio”, ha raccontato all’ANSA Bardo Secic, prozio dell’uomo accusato dell’omicidio del figlio, che alla notizia si è precipitato davanti all’ingresso del palazzo dove abita la famiglia. “Si merita l’ergastolo. È un tipo irascibile e violento, la mia famiglia non gli parla da due anni, da quando mi ha aggredito senza motivo colpendomi alla testa con la fibbia della cintura. Ho ancora la cicatrice”, ha detto Secic.

VIRGILIO NOTIZIE | 23-05-2019 10:31

scientifica Fonte foto: ANSA
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