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Tiziana Cantone, l'ipotesi che riapre il caso: "Non si è uccisa"

La madre di Tiziana Cantone ha prodotto un esposto con il suo legale: dubbi sulla manomissione di iPad e iPhone fanno pensare a un omicidio

Perseguitata da un filmato hard che la vede protagonista, diffuso online a sua insaputa. Tiziana Cantone viene ritrovata impiccata con un foulard il 13 settembre 2016. A distanza di quasi quattro anni, però, un nuovo esposto firmato dall’avvocato Salvatore Pettirossi, legale della madre Maria Teresa Giglio, chiede di verificare la trasparenza della gestione di iPhone e iPad della vittima. Il nuovo capitolo della vicenda di quella che è diventata un’icona postuma del revenge porn è raccontato dal Mattino.

L’esposto fa leva sul fatto che i dispositivi elettronici di Tiziana Cantone siano stati sequestrati la sera della morte. Il problema è che, dopo l’analisi, l’iPad è risultato resettato: ogni attività svolta dalla vittima è stata cancellata e definitivamente persa. Secondo la denuncia, anche tutta la messaggistica via WhatsApp risulta mancante.

Il caso è finito sul tavolo del pm Valeria Sico, che sta conducendo il processo a carico dell’ex fidanzato di Tiziana Cantone, e del procuratore aggiunto Raffaello Falcone, coordinatore dei fascicoli legati alle cosiddette fasce deboli.

Spetta alla Procura di Napoli verificare le conclusioni dei consulenti statunitensi, cui si è rivolta la madre della vittima, per accertare nuove eventuali ipotesi di reato.

Tiziana Cantone, la denuncia: ‘iPad e iPhone resettati e manipolati’

La denuncia scava ancora più in profondità e insinua ancora più dubbi. Secondo l’esposto, infatti, lo stesso iPad sarebbe stato manipolato dopo il reset, con l’inserimento manuale di alcune fotografie ricopiate nella cartella immagini.

Per quel che riguarda l’iPhone, invece, la sim “non era quella originale usata da mia figlia, ma una copia bianca, ovvero vuota e mai utilizzata, non associata ad alcun numero telefonico“, sostiene la madre.

“E anche l’iPad non possiede più una sim”, scrive nell’esposto il legale.

Le parole della madre: “So chi ha diffuso i video”

Sull’ipotizzata manomissione dell’iPhone e dell’iPad della figlia, Maria Teresa Giglio è stata intervistata dal Mattino. Ha raccontato di essersi rivolta a un “pool di avvocati che si avvalgono anche di esperti informatici americani, l’Emme Team. Grazie ai loro metodi, conosco i nomi di chi ha diffuso i video di Tiziana sul web”. Si tratterebbe di 103 persone, individuate risalendo agli indirizzi IP. Inoltre, i video sono stati “finalmente cancellati”.

Ottenuti i presunti nomi, la Giglio è andata in Procura: “Voglio che siano individuati e puniti anche dalla magistratura italiana“.

Ma ad alimentare i dubbi sulla morte di Tiziana Cantone, la madre spiega che “non è solo la sparizione dei dati dal cellulare e dal tablet l’unica anomalia“.

La Giglio ha raccontato infatti che “un amico e consulente dell’ex ragazzo di Tiziana” avrebbe ammesso ai carabinieri di aver cancellato dal cloud dei suoi dispositivi, dietro compenso, tutti i messaggi che potevano far scattare il sospetto che fosse stato proprio l’ex fidanzato a divulgare i video. “Ma l’indagine per istigazione al suicidio è stata archiviata, anche questo abbiamo denunciato”.

Non finisce qui. La madre infatti ha detto che “sul corpo di Tiziana non è stata neppure effettuata l’autopsia, si è ritenuta per buona la pista del suicidio. Non sono state rilevate le impronte digitali né le tracce biologiche, neppure il peso corporeo o la circonferenza del collo visto che si sarebbe uccisa impiccandosi ad un foulard“.

Insomma, secondo lei Tiziana Cantone non si sarebbe uccisa: “Eravamo tornati da pochi giorni da una vacanza in Sardegna, Tiziana era serena, si stava riprendendo da tutto il fango che quella indebita esposizione mediatica le aveva tirato addosso. Aveva ordinato un braccialetto online, chi vuole suicidarsi non pensa a comprarsi un braccialetto. Ora chiedo che venga eseguita l’autopsia sul corpo di mia figlia, anche se sarà doloroso“.

Tiziana Cantone, a che punto è il processo

L’imputato principale è Sergio Di Palo, ex fidanzato di Tiziana Cantone, difeso dall’avvocato Bruno Larosa. È a giudizio per calunnia dopo la denuncia sporta dalla vittima nei confronti di quattro destinatari dei video hot che erano iscritti ad una chat privata.

Per i quattro è caduta l’accusa di istigazione al suicidio, non essendo emersa alcuna prova di una loro responsabilità nella trasmissione dei video in un canale aperto.

La nuova denuncia della madre, però, potrebbe aprire altri scenari.

VIRGILIO NOTIZIE | 14-07-2020 10:06

Chi sono le vittime di revenge porn, tante minorenni e vip Fonte foto: Ansa
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