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Terza dose vaccino Covid, chi potrebbe riceverla e quando: l'ipotesi

I vertici sanitari dell'amministrazione USA hanno lanciato una proposta sulla terza dose di vaccino anti Covid

Mentre in Italia si registra un boom di prenotazioni per le vaccinazioni anti Covid in seguito all’introduzione del Green Pass obbligatorio in determinati contesti di vita sociale, si mantiene vivo il dibattito sulla possibilità che sia necessaria una terza dose di vaccino anti Covid per rendere ancora più efficace la protezione.

A questo proposito si registra l’ipotesi formulata dai vertici sanitari dell’amministrazione USA, che, secondo quanto riferito dal ‘New York Times’, avrebbero proposto di somministrare una terza dose di vaccino a mRna alle persone sopra i 65 anni e a quelle con un sistema immunitario indebolito.

Alla base di questa decisione c’è uno studio israeliano, che ha evidenziato che l’efficacia del vaccino Pfizer risulta ridotta a 6 mesi dalla seconda iniezione (dal 95 al 40%) nella prevenzione delle forme lievi.

I vertici sanitari dell’amministrazione USA hanno sollecitato una decisione rapida sulla questione.

Nelle scorse settimane, Pfizer e BioNTech avevano già suggerito che una terza dose risulterebbe di beneficio se somministrata “tra i 6 e i 12 mesi dopo la seconda dose“.

Terza dose vaccino Covid: il dibattito in Italia

Il dibattito tra gli esperti sulla necessità di una terza dose di vaccino anti Covid è aperto anche in Italia.

Il sottosegretario alla Salute Pierpaolo Sileri, come riporta il ‘Corriere della Sera’, ha già fatto sapere di aver “scritto alla direzione competente affinché sia valutata una terza dose di vaccino quanto prima, almeno per le categorie più fragili”.

Lo stesso Sileri ha spiegato: “Credo che su questi soggetti si debba già procedere con una nuova iniezione”.

Rino Rappuoli, direttore scientifico e responsabile di Ricerca e sviluppo di GlaxoSmithKline Vaccines, ha dichiarato: “Abbiamo ottenuto un risultato straordinario, quello di essere riusciti a produrre i vaccini contro il Covid in soli 10 mesi. Ora, però, dobbiamo fronteggiare il pericolo delle varianti”.

Ancora Rino Rappuoli: “Esistono tre tipi di immunità contro l’avanzata del virus: quella naturale, che offre una protezione bassa; quella prodotta dai vaccini, più alta; l’immunità ibrida, che si riscontra nei pazienti guariti e poi vaccinati, che è altissima. Per rafforzare le difese e limitare il più possibile la circolazione del virus, forse sarà necessaria una terza dose di vaccini, a distanza di 6 mesi o un anno dalle prime due“.

VirgilioNotizie | 24-07-2021 15:39

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