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Suicidio Giuseppe De Donno, la procura apre un'inchiesta: i sospetti

In seguito alla morte per suicidio del medico Giuseppe De Donno, padre della cura col plasma iperimmune, la procura di Mantova ha aperto un'inchiesta

La notizia del suicidio di Giuseppe De Donno, l’ex primario di pneumologia dell’ospedale Carlo Poma che per primo, durante la prima ondata di Covid-19, provò a curare i pazienti con la terapia del plasma iperimmune, ha sconvolto l’Italia. Sui social network sono moltissimi i messaggi di cordoglio, così come tra i cittadini di Mantova, città dove il medico lavorava.

Morte De Donno, la procura apre un’inchiesta

Sulla vicenda, però, aleggiano alcuni sospetti. Non sono infatti state chiarite le motivazioni che potrebbero aver spinto il medico a compiere il gesto estremo, ma la procura di Mantova ha deciso di approfondire.

Come riporta l’Ansa, è stata aperta formalmente un’inchiesta per capire se dietro il suo suicidio possano esserci responsabilità di terzi.

De Donno, il ricordo dei colleghi

L’equipe di Pneumologia e altri colleghi di De Donno hanno ricordato in una nota il medico scomparso. Nella nota si legge che “Giuseppe era a momenti solare e in altri ombroso, perché disilluso da qualcosa o indispettito o arrabbiato per non essere riuscito a fare quello che sperava per i pazienti”.

“Aveva dimostrato caparbietà nel periodo così drammatico della pandemia – prosegue la nota – ma che in parte lo ha profondamente logorato e stancato, come è accaduto a molti di noi e forse a lui più che a tutti. Speriamo che ora possa trovare quella pace e quella serenità che gli è mancata qui”.

Quando De Donno parlò al Senato della terapia col plasma iperimmune

Il 14 maggio 2020, Giuseppe De Donno partecipò a una videoconferenza in Senato per parlare dei primi risultati della cura col plasma iperimmune.

Un estratto del collegamento è visionabile in testa alla notizia, e riportiamo di seguito alcune delle parole pronunciate dal medico in quell’occasione.

“Abbiamo deciso di utilizzare il plasma iperimmune di pazienti convalescenti in pazienti gravi – spiegava De Donno nel maggio 2020 – con una sindrome da distress respiratorio acuto del polmone, quindi pazienti che necessitavano di ventilazione meccanica e ossigenoterapia. Abbiamo arruolato 48 pazienti e l’outcom è soddisfacente: 46 sono guariti, e nella casistica mantovana sono guariti tutti, sono stati dimessi e sono a casa loro”.

VirgilioNotizie | 28-07-2021 20:46

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