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Stato di emergenza, le tappe: tutte le proroghe, oltre 900 atti, la marginalità del Parlamento e l'abolizione

Tutte le tappe relative allo stato di emergenza, iniziato il 31 gennaio 2020, e alle sue proroghe

Di: VirgilioNotizie | Pubblicato il:

Manca poco alla fine dello stato d’emergenza, iniziato il 31 gennaio 2020 e prorogato in più occasioni. Da venerdì prossimo, l’1 aprile 2022, saranno revocate gradualmente tutte le restrizioni. La road map stabilita dall’esecutivo prevede, inoltre, l’archiviazione del sistema delle zone colorate e il progressivo superamento del Green pass. Complessivamente, i giorni trascorsi dall’Italia in stato di emergenza sono stati 790.

Tutte le proroghe allo stato di emergenza

In questi mesi, sono state mosse diverse critiche agli esecutivi che si sono succeduti alla guida del Paese circa la proroga dello stato di emergenza. Sia il governo Conte-bis targato M5s e Pd sia quello di unità nazionale guidato da Mario Draghi hanno fatto ricorso alle proroghe, in particolare il primo esecutivo ne ha emanate tre mentre il secondo due.

La scelta della proroga è stata criticata dalle forze politiche che si sono trovate all’opposizione. Questa decisione tuttavia è sempre stata giustificata dai governi con la necessità di garantire la piena operatività delle strutture straordinarie organizzate per far fronte alla gestione provocata dall’avvento del Covid.

Fine dello stato di emergenza in Italia.Fonte foto: ANSA
Il premier in carica Mario Draghi

Lo stato di emergenza è stato dichiarato il 31 gennaio 2020. La prima proroga è stata stabilita con il Dl 83/2020 che ha posticipato la misura dal 31 luglio al 15 ottobre 2020. Dopodiché c’è stato il Dl 125/2020 che ha sancito la proroga fino al 31 gennaio 2021. Tra le ultime decisioni prese dal governo Conte II vi è stato poi il Dl 2/2021 che ha disposto una ulteriore nuova proroga fino al 30 aprile 2021.

Altre due proroghe sono state stabilite dal governo Draghi. La prima con il Dl 105/2021 che ha spostato la fine dell’emergenza al 31 dicembre. Quindi il decreto legge 221/2021 che ha predisposto l’abolizione della misura straordinaria al 31 marzo 2022.

Stato di emergenza: emanati oltre 900 atti dalle istituzioni nazionali

Con l’adozione dello stato di emergenza, c’è stata l’approvazione di numerosi decreti, ordinanze e circolari, volte ad arginare la situazione pandemica. In questo scenario, al di là delle competenze delle regioni in tema di sanità, l’esecutivo ha avuto un ruolo assolutamente preminente sulle decisioni da adottare per fronteggiare le ondate di coronavirus.

Una situazione che ha visto il parlamento avere un ruolo marginale. Il principale organo rappresentativo del Paese infatti è riuscito a intervenire direttamente su un numero limitato di atti.

Complessivamente, sono stati 914 gli atti presi dalle istituzioni nazionali per combattere l’emergenza sanitaria durante lo stato d’emergenza. Vale a dire che ne sono stati presi circa 35 al mese dal 31 gennaio 2020 a oggi.

Stato di emergenza: sugli atti il parlamento ha contribuito a meno del 3,5%

A livello quantitativo il parlamento ha contribuito a meno del 3,5% degli atti Covid varati. I soggetti maggiormente coinvolti sono stati il ministero della salute (367 atti pubblicati), la protezione civile (123), il governo nel suo complesso (65) e il ministero dell’interno (58). A questi si aggiungono la presidenza del consiglio dei ministri (51) e la struttura commissariale (50).

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covid-impennata-contagi Fonte foto: ANSA
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