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Scuola, lezioni anche sabato e domenica? De Micheli: "No a tabù"

La ministra Paola De Micheli spiega che non basta avere più bus e lancia l'ipotesi di fare lezioni in presenza a scuola anche sabato e domenica

La linea del governo è chiara: concedere pochissime deroghe a dicembre sulle misure in atto per evitare una terza ondata di coronavirus a gennaio. Nella questione rientrano anche le scuole. Le superiori, con ogni probabilità, rimarranno chiuse ‘fisicamente’ fino a dopo l’Epifania. Sul tema si è espressa la ministra delle infrastrutture e dei trasporti Paola De Micheli, intervistata da La Repubblica. Replica così quando le si chiede se è possibile una riapertura delle superiori e delle seconde e terze medie dal 9 dicembre prossimo: “Le scuole vanno riaperte quando ci sono le condizioni per riaprirle. Vediamo a che punto stanno, il 9 dicembre, i contagi”.

Circa il traporto pubblico, indicato da alcuni come uno dei possibili motivi di diffusione di contagio, dichiara che “nessuno” le “ha portato uno studio che dimostri che i trasporti sono la principale ragione della crescita della curva”. “Ho sentito troppi scienziati parlare a braccio, in questo periodo”, aggiunge, spiegando che “la politica, però, non si muove solo per scienza esatta, ma anche per rassicurare i cittadini”.

Spazio quindi ai numeri. La ministra afferma che le Regioni hanno messo a disposizione quasi diecimila bus aggiuntivi in tutto il Paese “con le risorse assegnate dal Governo”. I mezzi sarebbero “pronti a scendere in strada, alcune città hanno già codificato le corse in più da fare”.

Sempre restando in tema di numeri, dichiara che si ricorrerà anche a veicoli “privati, a noleggio”, lunghi “da sette e nove metri. Dodici per l’extraurbano”. Il tutto a fronte di una spesa messa a bilancio di “500 milioni di euro. 200 sono per il 2021”.

Tuttavia, sottolinea De Micheli ciò non basterà a  mantenere la distanza necessaria per evitare totalmente i contagi in quanto “con 24 milioni di persone a bordo di mezzi dimezzati non sarà possibile”.

“Siamo tornati alla capienza del 50 per cento e dobbiamo restarci almeno fino all’estate”, aggiunge. Si torna a parlare di scaglionamento di entrata e uscita dalle scuole che attualmente prevede ingressi diluiti dalle 8 alle 9.

“Largamente insufficienti – dice la ministra -. Tra le 7 e le 9 di ogni mattina la metropolitana e gli autobus sono pieni, per poi viaggiare semivuoti dopo le 9,15. Dobbiamo spalmare l’entrata e l’uscita degli studenti sulle prime dodici ore della giornata, dalle 8 alle 20″.

Dunque? La soluzione quale può essere? De Micheli sostiene che bisogna ‘sfalsare’ maggiormente ingressi e uscite lungo tutta la giornata, il che porterebbe a fare lezione in orari differenti rispetto a quelli attuali. La ministra lancia anche un’altra ipotesi: “Siamo in emergenza e credo sia necessario fare lezioni in presenza anche il sabato”.

Anche la domenica se necessario? “Sono decisioni che vanno condivise con tutto il governo, ma, dicevamo, siamo in emergenza e bisogna far cadere ogni tabù. Ce lo chiedono diverse Regioni. Anche gli orari delle attività produttive dovranno essere cambiati, cadenzati”.

VirgilioNotizie | 27-11-2020 09:07

Verso il nuovo Dpcm. Cosa si potrà fare e cosa no. Le ipotesi Fonte foto: ANSA
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