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Saviano a processo per aver definito Meloni e Salvini "bastardi": in aula anche Michela Murgia e Paola Belloni

Roberto Saviano torna in aula per il processo per diffamazione. Giorgia Meloni non c’è, ma Michela Murgia e Paola Belloni, compagna di Schlein, sì

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Roberto Saviano sui suoi social ringrazia chi non lo ha lasciato solo “quando il capo di governo ti porta a processo”. Ha ringraziato le persone al suo fianco, da Michela Murgia a Corrado Formigli, ma anche Teresa Ciabatti e Lorenzo Terenzi. A diventare virale, soprattutto per i titoli fantasiosi, è la presenza di Paola Belloni, compagna della segretaria del Partito democratico Elly Schlein.

Processo per diffamazione

A margine dell’ultima udienza per il processo di diffamazione, lo scrittore Roberto Saviano ha ricostruito quanto accaduto in aula. “Hanno portato la loro testimonianza Formigli e Noury di Amnesty International che hanno tentato di ricostruire il contesto delle mie parole”, ha detto. Secondo Amnesty infatti la campagna elettorale della destra si è basata per il 91% su post d’odio contro i migranti. Meloni vuole contestare la parola, ma non il contesto nel quale è stata pronunciata.

Accanto allo scrittore nel mirino del processo, anche altri volti noti del giornalismo e non solo. Tra questi Michela Murgia (con la quale ha condiviso le polemiche sul saluto romano il 2 giugno) e Paola Belloni, trasformata dai giornali in una celebrità del gossip per le poche informazioni che ci sono su di lei online.

Processo contro SavianoFonte foto: ANSA
 Roberto Saviano fuori dall’aula del processo per diffamazione

“Bastardi” in tv

Lo scrittore Roberto Saviano è accusato di diffamazione nei confronti di Giorgia Meloni e Matteo Salvini. In una puntata di Piazzapulita Saviano definì i due politici “bastardi” in merito alle loro dichiarazioni e alle politiche contro i migranti (una parola che Saviano rivendita tutt’ora). In particolare la dichiarazione è stata fatta in seguito alla visione di un video nel quale si raccontava la morte di un bambino di 6 mesi in mare.

Lo scrittore si è scagliato contro chi conduceva campagne contro le Ong: “Vi sarà tornato alla mente tutto il ciarpame detto sulle Ong: ‘taxi del mare’, ‘crociere’. Mi viene solo da dire ‘bastardi’ a Meloni, a Salvini: bastardi. Come avete potuto? Come è stato possibile descrivere così tutto questo dolore?”, sono le parole esatte.

Meloni non compare in aula

Eleonora Calevi, giudice del processo per diffamazione, ha riferito che la presenza di Giorgia Meloni in aula non è necessaria. La difesa dello scrittore aveva richiesto di poter sentire dalla presidente del Consiglio per capire la percezione della valenza diffamatoria della parola contestata. Per lo scrittore “se qualcuno ti querela deve dire davanti al giudice per cosa si duole. Trovo l’atteggiamento molto fragile”. Secondo la giudice però non è così.

Per Roberto Saviano il limite della presenza di Meloni è in verità un altro, ovvero che “non vogliono un processo politico al governo”. Intanto il processo prosegue: prossima udienza (e forse sentenza) il 12 ottobre.

roberto-saviano-processo Fonte foto: ANSA
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