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Lockdown a Milano e Napoli, l'idea di Ricciardi. Furia Zangrillo

Il consulente del Ministero della Salute definisce "misure di facciata" quelle prese dal Governo, e invoca altre strette e un secondo lockdown

Le misure adottate con il Dpcm del 24 ottobre potrebbero non essere sufficienti a fermare la diffusione del coronavirus. Walter Ricciardi, consulente del Ministero della Salute durante l’emergenza Covid, nel corso del webinar ‘Oltre l’emergenza’ ha dichiarato che “è necessario un altro lockdown”, precisando poi che il suo riferimento è a città come Milano e Napoli in particolare. Ne dà notizia l’Ansa.

Lockdown mirati, l’idea di Ricciardi

La teoria di Walter Ricciardi è che “a Milano e Napoli uno può prendere il Covid entrando al bar, al ristorante, prendendo l’autobus. Stare a contatto stretto con un positivo è facilissimo perché il virus circola tantissimo. In queste aree il lockdown è necessario, in altre aree del Paese no”.

Il consigliere del ministro della Salute, così, è tornato a chiedere dei lockdown mirati perché “ci sono delle aree del Paese dove la trasmissione è esponenziale e le ultime restrizioni adottate, che possono essere efficaci nel resto del territorio, in quelle zone non bastano a fermare il contagio”.

In merito alle numerose critiche per la chiusura di cinema e teatri, Ricciardi ha precisato: “Se sei a Milano è un luogo dove te lo puoi prendere anche al cinema. In altre città la situazione non è la stessa. A Milano e Napoli è impensabile qualsiasi attività che prevede l’avvicinarsi di persone negli spazi chiusi”.

Ci sono infatti, ha aggiunto Ricciardi, “migliaia di soggetti asintomatici che tornano a casa, dove non si indossa la mascherina, ci si bacia e ci si abbraccia”.

Lockdown a Milano e Napoli: Zangrillo contrario

La proposta avanzata da Walter Ricciardi ha scatenato la reazione di Alberto Zangrillo, primario di terapia intensiva dell’ospedale San Raffaele di Milano, che ha parlato a “L’Aria che tira” su La7.

“L’unico modo che ho di commentare – ha detto Zangrillo – è quello di implorare il presidente del Consiglio dei ministri”, Giuseppe Conte, “di parlare lui a nome di tutti. Perché chiudere Milano e Napoli è qualcosa di estremamente importante e significativo e penso che debba essere preannunciato e fatto dal Capo del Governo”.

“Se noi pensiamo che la soluzione sia quella di chiudere tutti in casa, è probabilmente corretta se è stato detto, però dobbiamo anche capire quali sono le conseguenze a cui ci esponiamo se chiudiamo tutti in casa. Comprendete? Perciò io adesso mi aspetto di ricevere dalla mia Regione delle informazioni su come dobbiamo comportarci in ragione di queste dichiarazioni”.

Fermare il Covid in 8 giorni: le misure proposte da Walter Ricciardi

Un nuovo lockdown, secondo Walter Ricciardi, potrebbe ridurre l’indice del contagio del 24%. Una riduzione del 15% si avrebbe invece con la chiusura delle scuole, del 13% con lo smart working generalizzato nel settore pubblico e nel privato e del 7% con interventi mirati a prevenire il contagio nel trasporto pubblico. I risultati, adottando tutte queste misure, si vedrebbero dopo soli 8 giorni.

Le limitazioni del nuovo Dpcm, bocciate dagli italiani, sono state criticate anche da Walter Ricciardi, che le ha definite “misure di facciata“, che non sostituiscono un vero lockdown. “Se abbiniamo gli strumenti tecnologici che abbiamo al pensiero razionale, possiamo invertire la curva e affrontare un inverno non così drammatico come invece si sta prospettando”, ha spiegato durante il corso online.

“Affidarsi alla responsabilità dei singoli cittadini porterebbe, nella migliore delle ipotesi, a una riduzione dei contagi di appena il 3%”, ha sottolineato il medico. Un risultato nettamente inferiore a quello prospettato con un secondo lockdown nazionale.

VIRGILIO NOTIZIE | 27-10-2020 12:19

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