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Quirinale, chi sono i grandi elettori e come vengono scelti i delegati regionali

Come stabilito dall'articolo 83 della Costituzione, ogni Consiglio regionale dovrà nominare tre persone che parteciperanno all'elezione

Di: VirgilioNotizie | Pubblicato il:

L’elezione del prossimo Presidente della Repubblica è alle porte e cresce l’attesa per scoprire chi sarà il successore di Sergio Mattarella.

Fonte foto: ANSA

Elezione del Presidente della Repubblica, la convocazione della prima votazione

Lo scorso 4 gennaio (ossia 30 giorni prima della scadenza del settennato) il presidente della Camera, Roberto Fico, ha convocato il Parlamento in seduta comune per lunedì 24 gennaio alle ore 15 per la prima votazione per la scelta del nuovo Capo dello Stato (a stretto giro sono state rese note anche le norme anti Covid da seguire in sede di di voto).

Lo ha fatto inviando una lettera a tutti i parlamentari e ai venti Consigli regionali: infatti, oltre ai 321 senatori e ai 630 deputati, saranno chiamati al voto anche 58 delegati regionali (tre per ciascuna regione, esclusa la Valle d’Aosta che ne ha un solo).

Da quel giorni infatti le Regioni stanno procedendo con la nomina dei loro rappresentanti che faranno parte dei 1009 grandi elettori che sceglieranno il nuovo Presidente per i prossimi sette anni.

Ma come vengono individuati i componenti? Chi li propone e chi li nomina? Ecco qualche dettaglio per comprendere meglio l’intero iter e i vari passaggi.

Elezione del Presidente della Repubblica, la nomina dei delegati regionali

È l’articolo numero 83 della Costituzione che stabilisce le regole per la composizione del collegio elettorale che dovrà decidere la nomina del Capo dello Stato. Di questa assemblea, composta appunto dai cosiddetti grandi elettori, fanno parte i parlamentari eletti (tutti i deputati e i senatori) e anche i delegati delle Regioni.

La prassi vuole che le delegazioni regionali dei grandi elettori siano composte da tre personalità scelte tra le istituzioni territoriali in carica: il primo dei tre posti sarebbe riservato al governatore, il secondo ad un esponente della maggioranza da lui indicato, mentre l’ultimo verrebbe assegnato ad un rappresentante dell’opposizione.

Elezione del Presidente della Repubblica, le tensioni per la scelta dei grandi elettori

In questi casi è obbligatorio l’uso del condizionale in quanto non sempre questo automatismo funziona senza problemi: i delegati infatti vengono scelti tramite preferenza da parte dei loro colleghi in Consiglio e questo passaggio crea spesso diverse tensioni tra le forze politiche.

Ne sono stati la prova gli ultimi casi della Lombardia e della Sicilia, dove la nomina dei delegati ha portato a scontri accesi e accuse reciproche (tanto che il presidente dell’isola, Nello Musumeci, avrebbe minacciato le dimissioni per aver ricevuto meno preferenze rispetto ad altri consiglieri).

Parlamento-Quirinale Fonte foto: ANSA
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