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Putin arruola i delfini spia per individuare bombe sommerse e intrusi: la strategia della Russia

Due recinti per delfini sarebbero stati posizionati all'ingresso del porto di Sebastopoli per difendere la più importante base navale sul Mar Nero

Di: VirgilioNotizie | Pubblicato il:

Delfini addestrati per difendere la base navale di Sebastopoli. Sarebbe questa la strategia messa in campo da Putin per difendere una delle più importanti strutture militari della Russia sul Mar Nero. Ma qual è l’obiettivo? Ecco cosa sappiamo.

Delfini arruolati da Putin: la scoperta grazie alle immagini satellitari

A riportare la notizia è l’US Naval Institute (USNI), organizzazione non-profit privata fondata nell’ottobre 1873 ad Annapolis.

Secondo Hi Sutton, a confermare l’ipotesi dell’utilizzo dei delfini sarebbero alcune immagini satellitari nelle quali si possono vedere dei recinti galleggianti.

La notizia dell’utilizzo dei delfini da parte della Russia era emersa già nel 2012, da allora sono state diverse le conferme su questo tipo di utilizzo dei delfini, non solo in Russia.

I delfini addestrati dalla Russia: perché sono nel porto di Sebastopoli

Lo scorso febbraio, la Marina russa avrebbe posizionato due recinti per delfini all’ingresso del porto di Sebastopoli.

Il posizionamento sarebbe avvenuto durante le operazioni che hanno preceduto l’attacco russo all’Ucraina.

I delfini addestrati avrebbero il compito di effettuare vere e proprie operazioni contro i nemici subacquei e di impedire alle forze speciali ucraine di infiltrarsi nel porto sott’acqua per sabotare le navi da guerra.

I mammiferi possono essere impiegati anche per individuare ordigni. Nella base di Sebastopoli esistono naturalmente anche altri sistemi di sicurezza per sorvegliare le installazioni marittime, ma probabilmente il comando ha voluto impiegare qualsiasi risorsa possibile.

Perché Sebastopoli rappresenta un punto strategico per Putin

Non va dimenticato che Sebastopoli è la base navale più importante della Marina russa nel Mar Nero e che rappresenta un punto strategico per l’intero conflitto e per Putin (che intanto punta alla Transnistria).

Stando a quanto riferito dall’USNI, all’interno del porto ci sarebbero diverse navi russe di alto valore strategico e non solo.

Le imbarcazioni che si trovano fuori dalla portata dei missili ucraini sarebbero però vulnerabili al sabotaggio sottomarino, e per questo andrebbero difese.

Non solo Russia: gli altri Paesi che arruolano i delfini

Durante la Guerra Fredda la Marina sovietica ha sviluppato diversi programmi sui mammiferi marini, incluso l’addestramento dei delfini nel Mar Nero. L’unità aveva sede a Kazachya Bukhta vicino a Sebastopoli, dove si trova ancora oggi.

Con il crollo dell’Unione Sovietica nel 1991, l’unità è passata all’esercito ucraino. Sebbene ci siano stati tentativi per mantenerla operativa, è rimasta in funzione a malapena.

Con l’annessione della Crimea da parte della Russia nel 2014, l’unità è passata sotto il controllo della Marina russa.

Successivamente, i programmi sui mammiferi marini sono stati ampliati e riportati in servizio operativo.

Anche la Marina Usa ha sviluppato da tempo un programma analogo, sempre a fini di interdizione: la stessa scelta è stata fatta da Israele e Corea del Nord.

delfini Fonte foto: ANSA
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