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Proteste in Russia dopo l'annuncio della mobilitazione, centinaia di arresti tra i manifestanti

La mobilitazione parziale annunciata da Vladimir Putin ha scatenato le proteste: tra i dimostranti si contano centinaia di arresti. La situazione

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Continuano a farsi sentire gli effetti del discorso di Vladimir Putin alla nazione russa e il nuovo atto di guerra contro l’Occidente: a seguito delle parole del leader del Cremlino si sono registrate copiose mobilitazioni di piazza che hanno portato all’arresto di centinaia di dimostranti.

Proteste in Russia, centinaia di arresti

I numeri sono ancora in divenire e variano nel corso delle ore.

Dopo il discorso di Vladimir Putin pronunciato nella mattina di mercoledì 21 settembre, nelle principali città russe di Irkutsk, Ulan-Ude, Khabarovsk e nella capitale Mosca, i cittadini sono scesi in piazza per protestare soprattutto contro la mobilitazione parziale annunciata dal Ministro della Difesa Sergej Šojgu secondo il quale verranno richiamati “circa 300 mila riservisti”.

Proteste in RussiaFonte foto: ANSA
Russia, quasi 1000 manifestanti arrestati

In sostanza, si tratta di un richiamo alla leva militare e dunque alle armi per prendere parte alla guerra contro l’Ucraina.

La reazione del popolo russo ha scatenato il caos. Da una parte si è registrato un record di prenotazioni di voli dal motore di ricerca russo ‘Aviasales’, con la conseguente congestione dei posti prenotabili per lasciare la Russia e prezzi aumentati alle stelle – si parla anche 10 mila euro -, ma dall’altra parte si parla di arresti.

Fino alle 19:30 l’Ong ‘Ovd-Info’ ha parlato di 525 dimostranti fermati – dato riportato da ‘Open’ – ma secondo ‘Repubblica’, la stessa fonte ha riportato il dato aumentato di più di 400 unità un’ora dopo.

Il numero degli arresti, quindi, sarebbe salito a 989 persone fermate. Gli arresti sono dovuti a un comunicato diramato dal Cremlino secondo il quale chiunque partecipi alle proteste rischia fino a 15 anni di carcere.

Navalny: “Putin vuole imbrattare centinaia di persone di sangue”

Dal carcere Alexei Navalny, leader dell’opposizione, ha diffuso un video attraverso i suoi legali in cui dichiara: “È chiaro che la situazione sta peggiorando e la guerra si sta intensificando”.

Ancora: “Putin sta cercando di coinvolgere quante più persone possibile in tutto questo: vuole imbrattare centinaia di migliaia di persone di sangue“.

La mobilitazione continua sul web: lanciata una petizione online

Tra le fughe di massa, le proteste e gli arresti, i dimostranti si muovono anche sul web.

Secondo un articolo di ‘Novaya Gazeta Europa’ ripreso da ‘Repubblica’, sono state raccolte quasi 300 mila firme per protestare contro la mobilitazione parziale annunciata da Vladimir Putin. Gli autori della petizione scrivono:

“Noi cittadini russi, donne e uomini, ci opponiamo alla mobilitazione generale e parziale. Il presidente Vladimir Putin non ha basi legali, ragioni ponderate e ben motivate per annunciarla e non può averne. Nell’attuale situazione di incertezza, non siamo pronti a esporre gli uomini del nostro Paese – fratelli, figli, mariti, padri e nonni – a pericoli morali, morali o fisici”.

proteste-in-russia-2 Fonte foto: ANSA
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