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Parla il militare che ha ritrovato il corpo di Giulia Cecchettin: "Ho una figlia con il suo stesso nome"

Il racconto straziante del militare che ha rinvenuto il corpo di Giulia Cecchettin lungo il lago di Barcis: "Non l'avremmo più trovata"

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Ha la voce rotta dalla commozione, il militare che ha rinvenuto il corpo di Giulia Cecchettin nei pressi del lago di Barcis, vicino Pordenone, quel maledetto sabato 18 novembre in cui l’Italia intera ha perso l’ultima speranza di un lieto epilogo.

Le telecamere di ‘Pomeriggio Cinque’ sono ora puntate verso quella cavità in cui Filippo Turetta ha adagiato il cadavere prima di continuare a fuggire verso la Germania, dove infine è stato catturato. Il militare spiega: “Vedevo i due sacchi neri. Uno che copriva questa cavità e un secondo che copriva quell’altra cavità. Era impossibile vederlo dalla strada. Non fosse stato per Jäger, con quel tipo di segnalazione, probabilmente neanche noi ci saremmo spinti fin quaggiù”.

“Se quel giorno non aveste trovato il corpo, probabilmente Giulia non si sarebbe mai più ritrovata?”, gli chiede l’inviata. Il militare non lo esclude: quel tratto di strada è chiuso al transito fino ad aprile, e il passaggio delle auto è quasi ridotto a zero. Poi la rivelazione: “A casa ho una figlia con lo stesso nome”, e da quel 18 novembre la sua vita è cambiata per sempre, inevitabilmente.

“Quando mi corre incontro per salutarmi e le dico: ‘Ciao Giulia’, è normale che si crei un collegamento con la povera Giulia che è stata abbandonata qua”.

giulia cecchettin Fonte foto: Instagram / ANSA

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