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Omicidio Vannini: domani nuova sentenza per Antonio Ciontoli

Si deciderà domani se confermare la riduzione della pena per il padre della famiglia Ciontoli

È attesa per domani, venerdì 7 febbraio, la sentenza della Corte di Cassazione sulle condanne per l’omicidio di Marco Vannini, il giovane di 20 anni ucciso da un colpo di pistola e dai ritardi nei mancati soccorsi mentre si trovava nell’appartamento della famiglia della sua fidanzata, Martina Ciontoli, a Ladispoli (Roma) il 18 maggio 2015. Ne dà notizia l’Ansa.

La riduzione della pena in favore di Antonio Ciontoli, il padrefamiglia, era arrivata in Appello il 29 gennaio 2019. I genitori della vittima Marco Vannini e il Sostituto Procuratore Vincenzo Savariani avevano presentato un reclamo alla Suprema Corte.

Antonio Ciontoli aveva ottenuto in secondo grado la riduzione della condanna emessa dal Tribunale di Roma il 18 aprile 2018, scesa da 14 a 5 anni di reclusione, con il capo d’accusa derubricato da omicidio volontario a omicidio colposo.

Lo sconto di pena per il sottuficiale della Marina militare distaccato ai servizi segreti, sospeso dal servizio in seguito a questa vicenda giudiziaria, aveva suscitato molte polemiche.

Sia in primo che in secondo grado, invece, sono rimaste immutate le condanne per omicidio colposo, con 3 anni di reclusione ciascuno, per Maria Pezzillo, moglie di Antonio Ciontoli, e per i loro figli Federico Ciontoli e Martina Ciontoli.

Il Pg aveva chiesto in secondo grado 14 anni di carcere per tutta la famiglia finita sul banco degli imputati. Marco Vannini, secondo l’accusa, fu lasciato per tre ore agonizzante con la complicità di tutti i Ciontoli, in maniera determinate per la sua morte.

In base alla ricostruzione degli inquirenti riportata anche oggi dall’Ansa, il ventenne si stava lavando nella vasca della casa della fidanzata, quando Antonio Ciontoli sarebbe entrato per prendere un’arma da una scarpiera che si trovava nel bagno.

A quel punto sarebbe partito accidentalmente un colpo, che ferì gravemente il ragazzo, e un lungo ritardo “consapevole” nella chiamata al 118.

Stando a quando ripercorso dagli investigatori, Antonio Ciontoli non avrebbe avuto intenzione di uccidere Marco Vannini, e nel suo atto non ci fu “dolo“.

Nonostante questo il sottufficiale evitò “consapevolmente e reiteratamente l’attivazione di immediati soccorsi” attuando una condotta “odiosa e riprovevole” per “evitare conseguenze dannose in ambito lavorativo”.

Attenuta anche la responsabilità dei suoi familiari perché “difettavano della piena conoscenza delle circostanze” di quanto era accaduto all’agonizzante Marco Vannini.

VIRGILIO NOTIZIE | 06-02-2020 18:31

marco-vannini Fonte foto: Ansa
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