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Niger, Mali e Burkina Faso escono dall'Ecowas: cos'è la Comunità economica degli Stati dell'Africa occidentale

Niger, Mali e Burkina Faso hanno annunciato il loro ritiro dall'Ecowas, la Comunità economica degli Stati dell’Africa occidentale. Cosa significa

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Le giunte militari al potere in Niger, Mali e Burkina Faso hanno annunciato il loro ritiro immediato dalla Comunità economica degli Stati dell’Africa occidentale, l’Ecowas. In una dichiarazione congiunta trasmessa simultaneamente dalle televisioni nazionali dei 3 paesi, i militari hanno accusato l’organizzazione (a cui aderiscono 15 Stati africani) di agire “sotto l’influenza di potenze straniere” e di aver “tradito gli ideali dei suoi padri fondatori e lo spirito del panafricanismo”.

Cosa è l’Ecowas e perché Niger, Mali e Burkina Faso sono usciti

Come spiegato dall’Ispi, la rottura con il blocco rappresenta una sfida senza precedenti nei confronti della massima autorità regionale, rappresentativa di alleanze tradizionali con gli Stati Uniti e l’Europa.

Sempre più Paesi africani stanno mostrando di volersi emancipare da queste due potenze, sancendo una profonda frattura all’interno di una regione già fortemente instabile come il Sahel.

niger-mali-burkina-fasu-ecowas-comunita-economica-degli-stati-dell-africa-occidentale-1Fonte foto: 123RF
Una cartina politica con i Paesi del Sahel, regione geografica dell’Africa subsahariana

Lo scontro tra l’Ecowas e le 3 capitali “ribelli” si era già aggravato negli ultimi mesi. Il blocco, formato nel 1975 per “promuovere l’integrazione economica e la cooperazione” degli Stati membri, ha dovuto far fronte al moltiplicarsi di colpi di stato come quelli che si erano susseguiti nel 2020 in Mali, nel 2022 in Burkina Faso e nel 2023 in Niger.

Lo scorso agosto, il culmine della tensione si è raggiunto con Niamey (capitale del Niger) quando, dopo il rovesciamento del presidente eletto Mohamed Bazoum, l’Ecowas ha ipotizzato un’azione militare.

Inoltre, nel contesto di un crescente sentimento antifrancese, Parigi (ex potenza coloniale e che non riconosceva la nuova giunta militare al potere) si è vista costretta a ritirare i suoi ambasciatori e contingenti militari nella regione. Così, il vuoto lasciato dalla Francia è stato colmato militarmente e politicamente dalla Russia.

La geopolitica mondiale e il Sahel

L’annuncio di 3 paesi fondatori che intendono lasciare il principale blocco economico dell’Africa Occidentale – prosegue Ispi – ha sollevato un polverone fuori e dentro al continente nero.

I militari ai vertici dell’organizzazione hanno accusato l’organizzazione di “agire sotto l’influenza di potenze straniere”. Sono parole pesanti, che arrivano a seguito di una staffetta diplomatica che ha visto i rappresentanti di Russia, Cina e Stati Uniti avvicendarsi in visite di stato nel continente (con anche l’Italia a inaugurare la Conferenza internazionale Italia-Africa).

Quanto avvenuto renderà la strada della diplomazia ancora più in salita.

Il rischio di ondate migratorie verso l’Europa e l’Italia

La notizia riguarda anche l’Italia per diversi motivi, primo dei quali il rischio di un aumento della migrazione verso l’Europa, soprattutto se la situazione economica dei Paesi africani dovesse deteriorarsi ulteriormente.

Cosa non improbabile, considerando che l’Ecowas facilita la libera circolazione di merci e persone, come spiegato dall’esperto di Sahel Laurens Willemeformiche.net.

La mancanza di accesso ai porti marittimi diventerà una sfida economica considerevole per 3 realtà che non hanno sbocco sul mare. Ciò comprometterebbe uno pilastri del Piano Mattei del governo Meloni: la riduzione della migrazione.

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