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Napoli, titolare della pizzeria aggiunge il prezzo di luce, gas e affitto nello scontrino: è polemica

Salvatore Antonio Grasso, titolare della pizzeria Gorizia di Napoli, ha mostrato uno scontrino con dentro le voci di luce, gas e affitto: le reazioni

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Oltre 100 commenti, decine di like e di condivisioni. Nell’estate del caro bollette, un altro scontrino si guadagna la ribalta social. Questa volta, però, non è un cliente a darlo in pasto al web, ma lo stesso titolare. Si chiama Salvatore Antonio Grasso e gestisce la pizzeria Gorizia a Napoli. Per far fronte a una bolletta della luce di oltre 8 mila euro ha lanciato sul suo profilo Facebook la sua proposta: aggiungere nello scontrino le voci di luce, gas e affitto del locale, pubblicando la foto. È scoppiata la polemica, con gli utenti divisi.

Il post dello scontrino

Lo scorso 25 agosto Salvatore Antonio Grasso, titolare della pizzeria Gorizia a Napoli, ha pubblicato la foto della bolletta della luce, da pagare entro il 30 agosto: 8.299,67 euro (a luglio-agosto del 2021 dice di aver pagato 2.500 euro).

Sopra la bolletta, però, Grasso ha poggiato due scontrini.

Il totale è simile, c’è una variazione di 30 centesimi circa. Ma a balzare all’occhio sono le voci all’interno delle ricevute non fiscali.

Nel primo scontrino, infatti, appaiano insoliti contributi: gas, energia e fitto, oltre a una pizza margherita e a una bottiglia d’acqua.

Nel secondo scontrino, più alto, ci sono solo la pizza e la bevanda: ma i prezzi sono maggiori.

La margherita è passata da 5 a 8 euro, l’acqua da 2 a 2,50 euro.

Il motivo? Nel secondo scontrino, di fatto, il titolare ha incluso nel costo di pizza e acqua i contributi di luce, gas e affitto del locale.

Così su Facebook ha chiesto, nel suo post pubblico, se sarebbe giusto inserire nel conto “le voci che ci hanno portato ad aumentare i prezzi“.

Le reazioni sui social: chi difende il titolare

C’è chi è solidale con il titolare della pizzeria: “Cose da pazzi, e c’è chi ha il coraggio di lamentarsi per la margherita a 8 euro. Con i costi di luce, gas, personale e affitto il prezzo per coprire dovrebbe essere almeno 10 euro e non capiscono che c’è anche uno sforzo notevole a lasciarla solo 8 euro. Costi materie prime poi non ne parliamo”.

Tra il serio e il faceto, qualcuno tira in ballo anche la pizza di Flavio Briatore: “Alla fine Briatore non aveva tutti i torti a vendere la margherita a 15 euro“.

Altri prevedono un vortice negativo per tutti: “Questo scatenerà una grande crisi, gli esercenti non possono lavorare in perdita e aumentano i prezzi, i clienti che lavorano e percepiscono lo stesso stipendio mangeranno qualche pizza in meno, e così andremo tutti in rovina”.

Polemiche per lo scontrino

Ma non ci sono solo commenti solidali. C’è chi definisce il post una “pagliacciata” e scrive: “Magari dopo questa pagliacciata qualche suo collega potrebbe anche inserire lo storno ‘Nero contributivo evaso per pizzaioli e camerieri‘”.

E ancora: “Bastava aumentare il prezzo della pizza nel menu, nessuno avrebbe obbiettato. Questa boutade non risolve nulla, a mio modesto avviso”.

Infine: “Ma scusate, il prezzo di un prodotto da cosa è dato? Non è già incluso dei costi di produzione e gestione? Perché trovate necessario dover teatralizzare la questione? Le famiglie, i lavoratori, anche i vostri lavoratori, secondo voi stanno vivendo esperienze differenti da questa vicenda? Gli aumenti sono necessari, stop. Dovreste impiegare il vostro sforza per contribuire a politiche migliori, non delegare sempre le responsabilità e scaricarle teatralmente. Le responsabilità sono di tutti, anche chi sceglie di voltare sempre le spalle ai problemi generali enfatizzando solo i propri”.

La risposta del titolare

Ai microfoni del Corriere del Mezzogiorno, Grasso ha detto che la sua “è una provocazione. Anche perché se inserissi quei costi nello scontrino fiscale dovrei pure pagarci l’Iva. Però evidenzia quanto incida il caro energia sui nostri costi e del perché siamo stati costretti ad aumentare i prezzi”.

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