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Maradona, proseguono le indagini per omicidio: nuove rivelazioni

Si indaga per accertare possibili responsabilità per la morte del Pibe de Oro, a iniziare dal medico che lo aveva operato

Non c’è pace all’interno della cittadella giudiziaria di San Isidro, dove avvocati, medici e familiari di Diego Armando Maradona sfilano ogni mattina per farsi largo nella Fiscalia, la procura penale. Dentro proseguono le indagini sulle ultime ore del calciatore, ancora avvolte nel mistero. Si cercano “le responsabilità di chi non ha evitato una morte che poteva essere evitata“, sottolinea Mario Baudry, attuale compagno di Veronia Ojeda, ex compagna di Maradona. Ne dà notizia il Corriere della Sera.

I giudici indagano per omicidio colposo per le presunte irregolarità del ricovero domestico del Pibe de Oro.

Indagato il medico personale di Maradona: le sue dichiarazioni

Il medico Leo Luque “è indagato, non imputato d’omicidio colposo”, ha sottolineato l’avvocatessa Digiuni. Si tratta dell’uomo che ha operato al cervello il campione e poi, secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, non lo avrebbe seguito.

Braccato dai cronisti, ha dichiarato: “Sono assolutamente sicuro d’avere fatto tutto il meglio che potevo per Diego. Più del dovuto, non meno. So quel che ho fatto e come l’ho fatto. Posso dimostrarlo”.

“Ogni volta ci riunivamo per capire cosa fosse meglio per Maradona, e non potevamo andar contro la sua volontà. Perché ora non indagano su chi era Diego? Era un paziente difficile, a volte mi cacciava e mi telefonava chiedendomi di tornare. Odiava i medici, gli psicologi, tutto il mondo”, ha continuato il medico.

“Gli chiesi anche d’alzarsi per ricevere le figlie, perché non voleva riceverle. Era un mio amico, stavo sempre con lui. E non ci sono stati errori: ha avuto un attacco cardiaco, purtroppo morire così è la cosa più comune del mondo”, ha concluso il medico indagato in una conferenza stampa improvvisata, come riporta il Corriere della Sera.

Le nuove rivelazioni dell’infermiera che seguiva Maradona

“Maradona è stato assistito per le sue dipendenze“, avrebbe rivelato l’infermiera Gisela Madrid ai giudici, “ma ci si è dimenticati del suo cuore”, che andava a 115 battiti al minuto, ben oltre la normalità anche per un malato di coronarie.

“La mia cliente dice che Maradona era caduto e aveva battuto la testa una settimana prima della morte, ma nessuno gli ha mai fatto nemmeno una tac“, ha sottolineato l’avvocato Baquè, che rappresenta l’infermiera.

Mistero sulla morte di Maradona: la pista dell’astinenza

“Di sicuro c’erano sintomi d’astinenza e io avevo consigliato di monitorarlo h24, ma inutilmente”, avrebbe invece dichiarato la psichiatra Agustina Cosachov.

Le figlie di Maradona sono assistite dall’avvocato Morla. “Dico che anche loro sono parte lesa e vogliono sapere come sono andate le cose. Ma i processi non si fanno su questo marciapiede”, ha dichiarato, come riporta il Corriere della Sera.

VIRGILIO NOTIZIE | 01-12-2020 08:51

L'eredità di Maradona: a quanto ammonta e cosa lascia ai figli Fonte foto: Ansa
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