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Mondiali Qatar e diritti civili, 7 Nazionali rinunciano alla fascia arcobaleno. E l'Iran non canta l'inno

Ancora polemiche ai Mondiali in Qatar: sotto pressioni della Fifa, 7 Nazionali hanno rinunciato alla fascia One Love a sostegno dei diritti Lgbtq+

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I mondiali di calcio in Qatar sono partiti domenica 20 novembre con la partita inaugurale tra i padroni di casa e l’Ecuador, ma non sembrano placarsi le polemiche sui diritti civili, sul rispetto della comunità Lgbtq+ e le accuse di corruzione con al centro la piccola, ma ricchissima, monarchia della penisola araba. Dietro pressioni della Fifa, diverse nazionali hanno fatto marcia indietro e hanno deciso di non indossare la fascia “One Love“, simbolo della campagna a sostegno dei diritti Lgbtq+.

Qatar 2022, 7 Nazionali rinunciano alla fascia One Love

Nessuna manifestazione di solidarietà ai diritti Lgbtq+ da parte delle squadre di Inghilterra e Galles, entrambe in campo oggi nella seconda giornata di Qatar 2022. Dalla Fifa infatti sono arrivate pressioni e minacce di ammonizioni ai capitani delle Nazionali che scendono in campo con al braccio la fascia con i colori arcobaleno One Love.

Ad annunciare la decisione sono state le federazioni calcistiche di Inghilterra, Galles, Belgio, Danimarca, Germania, Olanda e Svizzera con un comunicato congiunto.

Qatar 2022, il comunicato delle 7 Nazionali

“La Fifa – si legge nella dichiarazione – è stata molto chiara nel dire che imporrà sanzioni sportive se i nostri capitani indosseranno le fasce al braccio sul campo di gioco. Come federazioni nazionali, non possiamo mettere i nostri giocatori in una posizione in cui potrebbero incorrere in sanzioni sportive, comprese le ammonizioni, quindi abbiamo chiesto ai capitani di non tentare di indossare la fascia al braccio durante le partite della Coppa del Mondo Fifa”.

Le squadre si sono dette pronte a “pagare le multe che normalmente si applicano alle violazioni del regolamento del kit”, ma “non possono mettere i giocatori nella situazione di essere ammoniti o addirittura costretti a lasciare il campo di gioco”.

“Siamo molto frustrati dalla decisione, che riteniamo senza precedenti: abbiamo scritto alla Fifa a settembre per informarla del nostro desiderio di indossare la fascia One Love per sostenere attivamente l’inclusione nel calcio, ma non abbiamo ricevuto alcuna risposta”, conclude il comunicato delle sette federazioni.

Cos’è la fascia One Love

La fascia da capitano One Love è il simbolo della campagna a sostegno dei diritti Lgbtq+ e contro ogni forma di discriminazione introdotta dalla federazione calcistica olandese nel 2020.

La fascia presenta il disegno di un cuore con i colori dell’arcobaleno e il numero 1 bianco al centro, su entrambi i lati le parole “one” e “love”, un solo amore.

Oltre all’Olanda, la fascia One Love è stata adottata da altre nove Nazionali: Germania, Inghilterra, Belgio, Danimarca, Francia, Galles, Svizzera, Svezia e Norvegia. Portogallo e Spagna non hanno aderito, l’Italia non è stata coinvolta.

La Uefa ha approvato l’utilizzo della fascia per la Nations League, mentre la Fifa si è detto ora contraria, minacciando multe e ammonizioni ai capitani che la indosseranno.

Iran, la Nazionale non canta l’inno per protesta

Non solo il tema dei diritti civili e la questione della fascia One love: a far notizia in queste ore in Qatar è anche la protesta della Nazionale dell’Iran contro il regime degli Ayatollah e la drammatica situazione che sta vivendo il Paese in queste settimane.

Mondiali Qatar e diritti civili, 7 Nazionali rinunciano alla fascia arcobaleno. E l'Iran non canta l'inno
 I calciatori iraniani con le bocche cucite durante l’inno nazionale

I giocatori dell’Iran sono scesi in campo oggi per la loro prima partita in questo Mondiale contro l’Inghilterra e non hanno cantato l’inno nazionale all’inizio del match. Una protesta semplice ma che è comunque destinata a fare rumore in patria.

Già alla vigilia della partita i giocatori iraniani non si erano nascosti. “Dobbiamo accettare che le condizioni nel nostro Paese non sono giuste e la nostra gente non è felice. Siamo qui ma ciò non significa che non dovremmo essere la loro voce o che non dobbiamo rispettarli”, ha detto il capitano Ehsan Hajisafi.

One love Fonte foto: ANSA
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