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Meningite, quarto caso in un mese: muore 48enne. L'ipotesi

Ats Bergamo e assessorato alla Sanità di Regione Lombardia hanno disposto un'indagine per individuare un possibile portatore sano di meningococco C

Una donna di 48 anni è morta stamattina dopo essere stata ricoverata da ieri agli Spedali Civili di Brescia per meningite. La donna, come riporta l’Ansa, era madre di due figli ed era di Predore, in provincia di Bergamo.

La vittima, Marzia Colosio, aveva accusato i primi malori il giorno di Capodanno e ieri è stata ricoverata. Le sue condizioni sono apparse subito disperate, e stamattina è avvenuto il decesso. Si tratta del quarto caso di meningite in meno di un mese sul lago d’Iseo, nel Bergamasco.

La 48enne lavorava a Castelli Calepio, a pochi chilometri da Villongo, dove a inizio del mese scorso una studentessa è morta in seguito a una meningite fulminante e dove si sono registrati altri due casi.

Stando ai primi accertamenti effettuati agli Spedali civili di Brescia, la 48enne sarebbe morta a causa di una sepsi da meningococco di tipo C ed il caso è ritenuto, per le modalità, identico proprio a quello della 19enne di Villongo.

L’Ats e i comuni del lago d’Iseo si sono attivati subito per avviare la profilassi per i familiari e per coloro che hanno avuto un contatto con la donna.

Meningite, l’ipotesi al vaglio

Dopo il quarto caso di meningite, e il secondo decesso, sulla sponda bergamasca del lago di Iseo, l’ipotesi alle quali stanno lavorando le istituzioni è che a Villongo, paese dove si sono registrati tre casi e un decesso, ci sia un portatore sano di meningococco C.

Per identificarlo Ats Bergamo e assessorato alla Sanità di Regione Lombardia hanno disposto un’indagine a campione tra la popolazione con tamponi salivali. È stato deciso di effettuare 200 prelievi su una popolazione di settemila persone.

Il nuovo caso di meningite si verifica a pochi giorni dalla morte di una 14enne a Sassari, affetta da meningoencefalite batterica, non meningococcica, quindi non contagiosa.

Nella giornata di ieri i suoi organi sono stati donati dietro l’autorizzazione dei genitori, dopo che la dottoressa Paola Murgia, del reparto di anestesia e rianimazione e coordinatrice donazioni e trapianti Santissima Annunziata, ha sottolineato che “assolutamente non c’è rischio di contagio”.

VIRGILIO NOTIZIE | 03-01-2020 18:30

ospedale-corsia Fonte foto: ANSA
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