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Maestra fa lezione di educazione sessuale a scuola e viene licenziata. La Cassazione dà ragione alla preside

La maestra supplente aveva fatto una lezione di educazione sessuale senza concordarla con scuola e genitori. Per la Cassazione è stato corretto il licenziamento per giusta causa

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Una maestra, supplente presso una scuola primaria di Cesena, ha tenuto una lezione di educazione sessuale agli alunni della quinta classe. La preside l’ha licenziata per giusta causa e la Cassazione ha confermato la correttezza del licenziamento.

Educazione sessuale a scuola non concordata

Il nodo della questione è che la lezione di educazione sessuale è stata improvvisata dalla supplente, senza prima ottenere l’ok dell’ufficio di presidenza e senza concordare alcunché con le altre maestre e con le famiglie.

La sezione Lavoro della Cassazione ha confermato la sentenza di secondo grado, impugnata dalla donna, dando ragione al ministero dell’Istruzione. Anche il tribunale di Forlì, in primo grado, aveva dato torto alla supplente.

Una classe scolastica vuotaFonte foto: iStock

Secondo i magistrati, l’educazione sessuale è un tema tanto delicato da poter provocare turbamento nei bambini e dunque andava prima concordato con il corpo docente e con le famiglie.

La maestra è stata licenziata quando una collega ha notato il disagio di alcuni alunni. La donna ha così deciso di riportare i fatti alla dirigente scolastica.

Lamentele dei genitori

In seguito la preside è stata raggiunta anche dalle lamentele di alcuni genitori così ha deciso di convocare la supplente per raccogliere la sua versione. Versione che non ha convinto la preside, che ha infine deciso per il licenziamento.

Le motivazioni della sentenza

I giudici scrivono che la maestra si era “addentrata in una tematica delicata, quella degli argomenti legati alla sessualità ed alla procreazione, all’esito di un contesto inappropriato (la lite tra due bambini, con uso da parte loro di parole forti, anche di ambito sessuale o corporale), senza pianificazione o coordinamento con le altre maestre”.

L’effetto di quelle scelte è stato il “turbamento” nell’animo degli alunni “immediatamente manifestato all’uscita da scuola con i genitori”. Il nome della docente è stato anche cancellato dalle graduatorie.

Agli atti sono finiti i verbali dei colloqui tra la preside e i genitori, quelli tra la preside e l’altra maestra e, infine, quelli fra la preside e la maestra licenziata.

Nelle sue motivazioni, la Cassazione ha scritto che il giudice di merito ha considerato cautelativamente anche l’ipotesi che in qualche misura i bambini avessero “ingigantito” i fatti. Tuttavia, anche in questo caso, il comportamento dell’insegnante avrebbe rappresentato un’iniziativa inappropriata.

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Educazione sessuale scuola elementare maestra licenziata Fonte foto: 123RF
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