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Indagini sull'omicidio di Giulia Tramontano, ricerche web choc di Impagnatiello: "Come avvelenare un feto"

Emergono nuovi dettagli inquietanti sulle ricerche effettuate da Impagnatiello prima dell'uccisione della compagna

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Emergono nuovi dettagli agghiaccianti sull’omicidio di Giulia Tramontano, perpetrato dall’ex compagno 30enne Alessandro Impagnatiello.

Le ricerche del 30enne: “Come avvelenare un feto”

Secondo ciò che riferisce il quotidiano Il Giorno, gli inquirenti hanno scoperto che Impagnatiello, prima di uccidere la compagna incinta del piccolo Thiago di sette mesi con 37 coltellate, ha svolto ricerche specifiche su internet.

“Come uccidere una donna incinta con il veleno” e “come avvelenare un feto”. Sono queste alcune delle ricerche effettuate sul web dall’omicida.

Si ricorda che il barman ha più volte negato la premeditazione dell’omicidio.

Le ipotesi degli inquirenti

Sempre stando a quanto scrive il quotidiano lombardo, l’ipotesi degli inquirenti è che Impagnatiello volesse uccidere, oltre alla compagna, soprattutto il bambino che portava in grembo perché ritenuto “un ostacolo” alla sua nuova relazione.

Gli investigatori della procura stanno quindi ponendo particolare attenzione sulla ricerca di veleno. Si nutre il sospetto che il giovane possa aver somministrato a Giulia Tramontano sostanze appunto velenose in modo tale che queste venissero assorbite anche dal feto.

Sarà la relazione finale, che non sarà scritta prima di settembre, a far emergere i dettagli su tale questione. Il documento servirà inoltre a mettere nero su bianco il quadro delle aggravanti, tra cui eventualmente quella della premeditazione.

Gli altri nodi da sciogliere

La procura, sempre come riporta Il Giorno, sta anche lavorando per capire se l’occultamente del cadavere sia stato solo opera di Impagnatiello oppure se questo ha avuto l’aiuto di altre persone.

Sotto il cellophane utilizzato per avvolgere il corpo della compagna è stato rinvenuto e isolato un capello, che sarà analizzato tramite un test supplementare per avere prova della compatibilità del Dna con quello di Giulia o del suo omicida.

A occuparsene sarà il Ris di Parma. Altri accertamenti riguarderanno il materiale usato per celare il cadavere e i reperti biologici trovati nella casa in cui si è consumato l’omicidio.

Bisognerà anche stabilire il momento preciso del decesso di Giulia. Il quesito al quale gli investigatori vogliono rispondere è se la giovane fosse già morta prima di ricevere le coltellate da Impagnatiello. Da questo potrà dipendere la contestazione a Impagnatiello anche dell’aggravante della crudeltà.

omicida-giulia-tramontano Fonte foto: ANSA
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