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Ilaria Capua, doppia polemica a un anno dal lockdown: lo sfogo

Ilaria Capua ha fatto il punto della situazione a un anno dal primo lockdown: due le polemiche, sullo scetticismo e i ritardi della campagna vaccinale

A un anno esatto dall’inizio del primo lockdown in Italia a seguito della pandemia da coronavirus, la scienziata Ilaria Capua ha deciso di intervenire per fare il punto sugli ultimi 12 mesi e indicare tutto quello che ha funzionato e quello che è andato storto. Sono due in particolare le polemiche, nel suo intervento sul Corriere della Sera: da una parte lo scetticismo iniziale e dall’altra la campagna vaccinale che non accenna a decollare.

Lockdown, un anno dopo: il punto di Ilaria Capua

La direttrice dell’One Health Center of Excellence in Florida ha analizzato i motivi per cui a un anno dalla prima “zona protetta” dell’Italia ci troviamo “oggi esausti e pronti a infiammarci e a esplodere per un niente”.

In molti, ha ricordato l’esperta, pensano che “se non si chiudeva era meglio” perché i problemi economici arrivati in seguito al lockdown sono stati devastanti. Tuttavia, l’idea di Capua è che “se noi non avessimo applicato misure di restrizione il sistema sanitario sarebbe collassato e avremmo avuto un numero di morti fisicamente e logisticamente ingestibile, dai servizi funebri e cimiteriali. Il che vuol dire morte in casa propria per più del tempo umanamente sopportabile”.

“All’inizio non ci ha creduto nessuno”: Ilaria Capua punta il dito

Nel corso della sua analisi, Ilaria Capua ritiene di aver trovato il “peccato originale”: “All’inizio non ci ha creduto nessuno. I decisori occidentali hanno creduto che il Sars-CoV-2 riguardasse solo la Cina”. Per via di questo “effetto domino di negazionismo”, il virus si è fatto strada in tutto il mondo.

“Molte persone – ha spiegato Capua – non riuscivano a immaginarsi vulnerabili di fronte a un virus sconosciuto che tra l’altro stava pure in un altro Paese. Lo avevano dimenticato o forse non lo avevano mai saputo di essere recettivi ai virus e quindi potenzialmente tutti vulnerabili perché a rischio di infezione”.

Polemica sui vaccini: la soluzione di Ilaria Capua

Il nodo principale, però, resta quello delle vaccinazioni. Ilaria Capua ha ricordato quando il 30 gennaio 2020 l’Oms ha dichiarato l’emergenza pandemica. Da allora, ha osservato l’esperta, si sarebbe potuto fare un passo importante e riconvertire i siti produttivi dei vaccini per far fronte alle forniture che sarebbero state necessarie in futuro.

Un problema che si potrebbe risolvere adesso, però, riguarda la buracrazia: “Paradossalmente si esegue l’operazione salvavita in un minuto scarso e si riempiono moduli anche per 20 minuti. Non è così ovunque, quindi non deve essere così per forza. Nei Paesi più avanti con la campagna di vaccinazione basta una firma e via”.

VirgilioNotizie | 09-03-2021 09:45

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