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Green pass per treni e ristoranti: Draghi pensa al modello francese

Allo studio del governo l'ipotesi di un allargamento dell'obbligo del green pass per entrare nei luoghi pubblici e sui mezzi di trasporto

L’idea del presidente francese Macron di usare l’estensione del green pass come leva per scardinare le esitazioni di quanti non si sono ancora vaccinati ha avuto successo su due fronti. Quello interno, con oltre un milione di francesi che sono corsi in poco meno di 24 ore a vaccinarsi per non rimanere fuori da cinema e musei dal prossimo 21 luglio, ma anche da ristoranti, treni e aerei dai primi di agosto.

La soluzione ha però raccolto consensi anche in Italia, dove diversi presidenti di Regione e anche le forze politiche interne alla maggioranza stanno spingendo il governo ad adottare il modello francese.

Green pass per treni e ristoranti: Draghi pensa al modello francese

Come riportato da ‘Ansa’, sulla strada di allargare l’obbligo del green pass anche ad altri luoghi pubblici, che il governo starebbe cominciando a considerare, alcuni governatori e anche diversi parlamentari del Pd, come da conferma arrivata in serata dal Nazareno.

Sul fronte opposto invece il segretario della Lega Matteo Salvini che commenta “non scherziamo”, e la leader di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni che parla di “follia anticostituzionale” e di “idea raggelante”.

Oltre che all’interno dell’esecutivo, divisioni anche tra le associazioni di categoria: se Fipe-Confcommercio teme pesanti penalizzazioni per i ristoratori, per Federalberghi sarebbe invece un provvedimento “sacrosanto”.

L’ipotesi si inserisce in una valutazione più ampia già allo studio del governo Draghi sia sulle modifiche al green pass, come ad esempio introdurre il requisito della doppia dose al pari del certificato digitale europeo,  ma anche su altre misure in scadenza, come lo stato di emergenza che scade a fine luglio ma potrebbe subire una proroga.

Non sono pochi gli ostacoli da superare in tema di green pass obbligatorio nei luoghi pubblici come cinema, teatri, ristoranti, bar e sui mezzi di trasporto a lunga percorrenza come aerei pullman, treni e aerei, secondo il modello adottato in Francia.

I primi due nodi sono quello della costituzionalità, nella limitazione della libertà di movimento, e quello dei problemi di privacy che ne scaturirebbero e che poi andrebbero presi in esame dal Garante.

Green pass per treni e ristoranti: le tempistiche

Nonostante il dibattito si sia già innescato, la situazione sarà esaminata nei giorni a venire, e difficilmente sarà presa una decisione entro il prossimo monitoraggio di venerdì, atteso per inquadrare gli effetti della diffusione della variante Delta sull’evoluzione dell’epidemia.

Già fra 4 o 5 giorni, se osserveremo dei picchi nelle città dove ci sono stati comportamenti a rischio, vedremo se con i festeggiamenti per la vittoria agli Europei abbiamo rischiato troppo”, spiega Sergio Abrignani, immunologo e membro del Cts, che ha stimato una crescita in Italia di 30mila contagi al giorno entro la fine di agosto, come sta accadendo nel Regno Unito.

“I parametri per le Regioni devono cambiare. Ma se non cambieranno, un modo per evitare chiusure – a fronte del rischio di un aumento dell’indice dei contagi – potrebbe essere il green pass. Io cambierei i parametri dando un peso maggiore a ospedalizzazione e vaccinazioni“, ha detto in serata il sottosegretario alla Salute, Pierpaolo Sileri, alla presentazione a Roma del libro “Ci abbiamo messo la faccia” di Giovanni Lamberti.

VirgilioNotizie | 13-07-2021 23:49

Green pass per treni e ristoranti: chi è pro e chi contro l'ipotesi Fonte foto: ANSA
Green pass per treni e ristoranti: chi è pro e chi contro l'ipotesi
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