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Sciolto Gran Giurì Conte-Meloni dopo le dimissioni di alcuni membri dell'opposizione: gli attacchi di Pd e Avs

Il Gran Giurì Conte-Meloni è stato sciolto dopo che i componenti dell'opposizione si sono dimessi accusando la Commissione di imparzialità

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Il Gran Giurì chiesto da Giuseppe Conte e indetto successivamente sulle parole della premier Giorgia Meloni sul Mes è nel caos e va in pezzi. L’organismo parlamentare, presieduto da Giorgio Mulè, ha infatti visto i membri dell’opposizione lasciare la Commissione, con dimissioni critiche nei confronti del presidente e dei lavori “imparziali” venuti fuori dalle relazioni del Giurì d’onore. Nel pomeriggio di giovedì 8 febbraio Lorenzo Fontana, presidente della Camera, l’ha sciolto.

Dimissioni dell’opposizione dal Gran Giurì

È caos nel Giurì d’onore, con i membri dell’opposizione che non si si sono presentati all’ultima riunione convocata per tirare le somme sul lavoro. I componenti Stefano Vaccari, del Partito Democratico, e Filiberto Zaratti, di Alleanza Verdi-Sinistra, hanno infatti deciso di rassegnare le dimissioni.

Alla base della decisione dei due, infatti, ci sarebbe l’accusa di imparzialità della Commissione, con una lettera chiara spedita a Giorgio Mulè, presidente del Giurì, e al presidente della Camera Lorenzo Fontana.

In realtà i componenti del Giurì non potrebbero dimettersi e i precedenti sono rari. Il primo si ha nella prima legislatura, 20 ottobre 1950, quando 3 deputati si dimisero per protestare contro “il rifiuto della maggioranza di inserire nella relazione finale il giudizio della minoranza”.

Conte chiede lo scioglimento della Commissione

Dopo aver appreso delle dimissioni di Vaccari e Zaratti anche l’ex premier Giuseppe Conte ha preso posizione.

Lui che il Giurì lo aveva voluto qualche mese fa, infatti, ha inviato una lettera al presidente della Camera Lorenzo Fontana per chiedere lo scioglimento della Commissione “essendo stata compromessa l’imparzialità“.

Giuseppe Conte Gran Giurì MeloniFonte foto: ANSA
Il leader del Movimento 5 Stelle, nonché ex premier, Giuseppe Conte

Gli attacchi di Pd e Avs sull’imparzialità

Una Commissione che sembra andare in pezzi. Proprio quando era arrivato alle battute finali, infatti, il Gran Giurì va verso lo scioglimento con le accuse di imparzialità da parte di Vaccari e Zaratti.

Stefano Vaccari, scrivendo a Fontana e Mulè, ha infatti ricordato che la Commissione doveva mantenere un profilo di terzietà. Un aspetto che però, accusa il dem, non sarebbe stato seguito alla lettera: “Nella relazione che ci è stata sottoposta sono prevalse motivazioni, ancorché significative, di ordine politico e interpretative che contrastano con la realtà dei fatti accertati e rendono evidente la volontà della maggioranza di avvalorare la versione accusatoria”.

L’accusa di Vaccari, infatti, è sulla mancanza di rigore e di responsabilità, col dispositivo del Giurì che metterebbe “in discussione le procedure di rilevanza costituzionale, disconoscendo la funzione di indirizzo del Parlamento nei confronti del Governo”.

Anche Filiberto Zaratti va contro la relazione, sottolineando che “vi è una chiara ricostruzione dei fatti e dei documenti”, ma che “nella seconda parte si adducono motivazioni di ordine politico, finalizzate ad avvalorare le tesi accusatorie sostenute” da Meloni.

Sciolto il Gran Giurì d’onore

Alla luce della richiesta inoltrata ieri dal leader del M5S Giuseppe Conte di sciogliere il Giurì d’onore perché sarebbero venuti meno i criteri di “imparzialità che avrebbero dovuto ispirare i suoi lavori”, il presidente della Camera Lorenzo Fontana “prende atto di tale istanza”.

E pertanto, dichiara nell’Aula della Camera la vicepresidente di turno Anna Ascani che legge un comunicato della presidenza, “il Giurì d’onore deve considerarsi sciolto“.

conte-meloni Fonte foto: ANSA

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