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Giacomo Sartori scomparso a Milano, i punti oscuri e le ipotesi

Giacomo Sartori è scomparso da sei giorni. Di lui restano poche tracce e pochi indizi, ma le ricerche vanno avanti

Giacomo Sartori è scomparso nel nulla. Del 29enne bellunese, residente a Milano, non si hanno tracce dalla tarda serata di venerdì 17 settembre. Il ragazzo si trovava in un’enoteca nel centro di Milano quando si è accorto che il suo zaino, contenente chiavi di casa, portafoglio e due computer portatili, gli era stato rubato.

Giacomo Sartori, il furto nel locale a Milano

Gli amici lo definiscono “scosso” per il furto subito, riporta il Corriere della Sera, in quanto negli ultimi mesi gli era già stato sottratto un altro computer, dalla propria auto parcheggiata. Dopo lo choc del secondo furto, Sartori si allontana da solo dal locale intorno alle 23.30; a nulla sono serviti gli inviti degli amici a riaccompagnarlo a casa.

L’allarme scatta lunedì, quando il giovane non si presenta a lavoro, e né i familiari né gli amici hanno sue notizie da quel venerdì sera. La preoccupazione è alta perché il giovane risulta in giro da solo, senza soldi e senza documenti. Per di più non si hanno tracce della sua auto fino a mercoledì, quando viene ritrovata a Casorate Primo, nel Pavese.

Il ritrovamento dell’auto nel Pavese

Proprio il ritrovamento dell’auto permette agli inquirenti di acquisire altri dati. La vettura è stata trovata nei pressi di una cascina, regolarmente parcheggiata e chiusa a chiave. Dai primi rilievi, come riporta il Corriere della Sera, non risultano esserci tracce della presenza di altre persone. Sono stati prelevati anche dei campioni dal volante e dai sedili, ma che saranno analizzati nei prossimi giorni.

Nell’auto è stata ritrovata anche la ricevuta del casello di Binasco dell’A7 per il mancato pagamento del pedaggio, in quanto il giovane era senza denaro. Anche questo aspetto ha fatto sorgere una domanda: perché il giovane ha imboccato l’autostrada percorrendo circa 20 chilometri, sapendo di non avere con sé i soldi? Per gli inquirenti è un altro dei punti oscuri della vicenda.

Il giallo delle celle telefoniche

Ad aggiungere altri nodi alla matassa sono le analisi delle celle telefoniche che hanno rilevato il cellulare di Sartori. Intorno alle 2.30 della notte tra venerdì e sabato il telefono di Sartori raggiunge la cella di Casorate Primo, e alle 7 del mattino di sabato quella di Motta Visconti; tra i due luoghi ci sono circa 3 chilometri di strada, e il luogo del ritrovamento dell’auto si trova a metà percorso. Un altro particolare che gli inquirenti non si spiegano.

Nel frattempo, a sei giorni dalla scomparsa, le ricerche vanno avanti nei campi, nei pressi dei canali e le rive del Ticino.

Le ipotesi sulla scomparsa di Giacomo Sartori

Le ipotesi vagliate dagli investigatori non appaiono ottimistiche. Accanto all’ipotesi di una fuga solitaria, si fa strada l’esito tragico di un gesto estremo, riporta il Corriere della Sera. Tra le cause, si valuta un “burnout“, un esaurimento nervoso in seguito allo stress del furto o ad altri fattori.

Remota l’ipotesi di un delitto, in quanto non ci sarebbero indizi che potrebbero farlo pensare. Così come risulta poco probabile l’ipotesi che il giovane si sia spinto tra le campagne pavesi per rincorrere il segnale del proprio pc rubato, nella speranza di recuperarlo dai ladri.

Il fratello Tommaso esclude la possibilità che sia stato contattato dai ladri e li abbia raggiunti: “Non è un ragazzo imprudente, penso che ci avrebbe avvisati”, ha detto al Corriere della Sera.

VirgilioNotizie | 23-09-2021 09:50

carabinieri Fonte foto: ANSA
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