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Meloni contro Franceschini e la Convenzione che "censura l'arte"

Polemiche per la Convenzione di Faro, che secondo le opposizioni permetterebbe la censura di statue e opere d'arte ritenute offensive da altre culture

Approvata in Italia, con la ratifica votata dalla Camera dei Deputati, la Convenzione del Consiglio europeo sul valore del patrimonio culturale, firmata a Faro (Portogallo) nel 2005. Secondo Dario Franceschini, ministro per i Beni culturali, “la ratifica della Convenzione di Faro segna un momento fondamentale per il nostro ordinamento che riconosce, finalmente, il patrimonio culturale come fattore cruciale per la crescita sostenibile, lo sviluppo umano e la qualità della vita e introduce il diritto al patrimonio culturale”, come dichiarato al Corriere della Sera.

Convenzione di Faro: perché Giorgia Meloni è contraria

La nuova normativa ha scatenato polemiche dalle opposizioni, in particolare da Fratelli d’Italia e dalla Lega. Giorgia Meloni ha scritto su Facebook: “Grazie alla sinistra e al M5S, la Camera approva la Convenzione di Faro, che introduce il principio di limitare la fruizione del nostro patrimonio artistico e culturale per non offendere le culture altrui. Siamo alla più clamorosa resa culturale della nostra civiltà. Fratelli d’Italia non si arrenderà alla sottomissione della sinistra e del Governo al politicamente corretto e continuerà sempre a difendere i simboli della nostra storia, identità e cultura“.

Un comunicato dei deputati della Lega riporta che la Convenzione di Faro “svenderà il nostro patrimonio artistico all’Islam. Dietro l’apparenza delle buone intenzioni, si darà di fatto la possibilità di censurare la nostra arte se altre comunità o singoli si sentiranno offesi come, ad esempio, la comunità islamica“.

Cosa dice l’art. 4 della Convenzione di Faro sui diritti e le libertà

Il riferimento è all’articolo 4, che sottolinea che il “diritto all’eredità culturale può essere soggetto soltanto a quelle limitazioni che sono necessarie in una società democratica, per la protezione dell’interesse pubblico e degli altrui diritti e libertà”. Secondo i deputati di destra, questo passaggio permetterebbe la censura di opere ritenute offensive in culture diverse dalla nostra, magari coprendo statue rappresentanti corpi nudi.

Dario Franceschini ha però spiegato al Corriere della Sera che “nessuna censura è perpetrabile nel nome di questo atto, che mira piuttosto alla maggiore condivisione possibile di quanto abbiamo ereditato dalle civiltà che ci hanno preceduto”. La corretta interpretazione della Convenzione sarebbe quella di limitare l’esercizio del diritto all’eredità culturale in nome della protezione dell’interesse pubblico, come quanto fatto durante il picco della pandemia di Covid con la chiusura di musei, cinema e teatri.

VIRGILIO NOTIZIE | 24-09-2020 17:29

meloni-franceschini-statue-coperte-convenzione-faro Fonte foto: Ansa
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