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Fase 2, la relazione "top secret" che ha frenato il governo

Nel documento del Comitato tecnico scientifico spuntano dubbi sull'efficacia delle mascherine

È stato un documento top secret del Comitato tecnico scientifico a frenare il governo sulle riaperture della fase 2: “Analizzando i dati sull’andamento del contagio appare evidente che lo spazio di manovra sulle riaperture non è molto”. Secondo quanto riporta il Corriere della Sera, infatti, il 22 aprile una relazione degli esperti guidati dal professor Silvio Brusaferro avrebbe raccomandato “massima cautela”.

Gli scienziati del comitato sono partiti dall’analisi dell’impatto del lockdown sulla circolazione del coronavirus. Attualmente “il valore di R0 è inferiore a 1”, hanno osservato gli esperti, ma “rimane il fatto che alla giornata odierna persistono nuovi casi di infezione in tutto il contesto nazionale che stanno ad indicare la necessità di mantenere elevata l’attenzione“.

Secondo “gli scenari compatibili con il mantenere R0 sotto la soglia di 1“, secondo il Cts si può considerare “la riapertura dei settori Ateco legati a edilizia, manifattura e commercio correlato alle precedenti attività e assumendo un’efficacia della protezione delle prime vie respiratorie nel ridurre la trasmissione di Covid-19 del 25%”.

Nel documento spuntano anche alcuni dubbi sull’efficacia delle mascherine: le evidenze scientifiche, infatti, sarebbero “limitate”. Un’altra incognita, per gli scienziati, è il comportamento delle persone dopo la riapertura.

Per questi motivi, in sostanza, il Cts avrebbe raccomandato “la sperimentazione delle misure (magari considerando una riapertura parziale delle attività lavorative, es. 50%) per un arco di tempo di almeno 14 giorni accompagnata al monitoraggio dell’impatto del rilascio del lockdown sulla trasmissibilità di SARS-CoV-2″.

Nel documento del Comitato tecnico scientifico è menzionata anche la scuola: “Le attività scolastiche rimangano nella situazione attuale”.

Per quanto riguarda le funzioni religiose “il Comitato, nell’esprimere grande apprezzamento per il documento della Cei e pur essendo largamente riconosciuta e ampiamente sentita l’esigenza di culto, ritiene che la partecipazione dei fedeli alle funzioni religiose comporta allo stato attuale alcune criticità ineliminabili che includono lo spostamento di un numero rilevante di persone e i contatti ravvicinati durante l’eucarestia”.

Il parere del Cts dal 25 maggio “potrà essere rivisto nella direzione di una previsione verso la partecipazione dei fedeli alle funzioni rispettando rigorosamente le misure di distanziamento sociale sulla base degli andamenti epidemiologici”.

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VirgilioNotizie | 28-04-2020 08:26

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