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Emanuela Orlandi, spunta una foto della ragazza con indosso la collanina che portava il giorno della scomparsa

Una foto in bianco e nero che mostra la collanina indossata al collo da Emanuela Orlandi il giorno della scomparsa è stata inviata al fratello Pietro

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A quarant’anni dalla scomparsa di Emanuela Orlandi si apre una nuova pista nelle indagini, che arriva fino a Londra. Il tutto grazie a una foto, ricevuta dal fratello Pietro da un uomo che dice di aver avuto contatti con la sorella, che era segregata in un appartamento di fianco al suo nella capitale inglese. Nella foto, in bianco e nero, è mostrata la collanina che Emanuela portava al collo il giorno in cui è scomparsa.

La collanina di Emanuela Orlandi nella foto per Pietro

Pietro Orlandi, fratello di Emanuela, ha raccontato di aver ricevuto una fotografia che mostra la collanina intrecciata che indossava la ragazza il giorno della scomparsa, il 22 giugno 1983.

È una fotografia in bianco e nero, nella quale è raffigurata una mano maschile che tiene la collanina intrecciata in giallo e in rosso, presente in quello che è forse lo scatto più famoso di Emanuela Orlandi.

Emanuela Orlandi, spunta una foto della ragazza con indosso la collanina che portava il giorno della scomparsaFonte foto: ANSA
Pietro Orlandi, fratello di Emanuela, al quale è stata recapitata una foto che mostrerebbe la collanina indossata dalla ragazza il giorno nel quale è scomparsa

Pietro Orlandi ha raccontato di aver avuto un incontro con l’uomo che gli ha consegnato la foto, il quale avrebbe ammesso non solo di aver avuto contatti con la sorella, ma addirittura di essere coinvolto nel suo rapimento, in seguito al quale la ragazza è stata portata lontana da Roma.

La pista londinese

Il fratello di Emanuela Orlandi ha raccontato, nel corso di una puntata di Verissimo, di aver ricevuto la foto da un uomo che sostiene di aver vissuto per anni a Londra, nell’appartamento accanto a quello dove viveva segregata la ragazza.

Stando alle parole di questo misterioso testimone, molto giovane all’epoca dei fatti, la scomparsa, o meglio il sequestro di Emanuela Orlandi rientrerebbe in un piano molto più ampio di quanto si creda, che coinvolgerebbe tanto il gruppo terroristico di estrema destra dei Nar, ai quali il testimone sarebbe stato vicino tra gli anni ’70 e ’80, ma anche la Banda della Magliana e il cardinale Ugo Poletti.

“Mi hanno chiamato come al solito per andare all’appuntamento per prendere una ragazzina come negli altri mesi e consegnarla a delle persone. Questa volta era il 22 giugno, c’era anche stavolta una ragazzina, ma a differenza delle altre volte, è stata portata altrove”, avrebbe detto l’uomo a Pietro Orlandi.

La lettera di Ugo Poletti

“Io e un altro siamo stati mandati a fare una telefonata alla sala stampa vaticana, cercavamo Casaroli (all’epoca cardinale segretario di Stato in Vaticano, ndr) ma non c’era – ha poi continuato il testimone -Secondo indicazioni, abbiamo riferito che avevamo Emanuela Orlandi. Poi sono stato richiamato a luglio per andare a Londra, ma quello che è accaduto nel frattempo non lo so”.

C’è poi la storia della lettera inviata il 1° febbraio 1993, ricevuta dal testimone e scritta dal cardinale Poletti, nella quale sarebbe riportata quella che Pietro Orlandi definisce “una pista veritiera”.

Secondo il fratello di Emanuela, la lettera “fa sembrare” che Emanuela fosse incinta e che poi sia stata ricoverata per interrompere la gravidanza. Per fare questo “il Vaticano aveva chiesto l’aiuto dello Stato inglese”. Ma questo nuovo testimone attualmente “è scomparso, ha cancellato tutti gli account. Spero che la procura di Roma o la commissione parlamentare lo cerchino”.

emanuela-orlandi-svolta-vaticano Fonte foto: ANSA
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