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Dj morta, accuse su ricerche: il pm Cavallo si difende

Polemiche sulle ricerche del piccolo Gioele, il primo ad essere sotto accusa è il magistrato che sta seguendo l'inchiesta

Di: VirgilioNotizie | Pubblicato:

Angelo Vittorio Cavallo è il procuratore che coordina le indagini sulla morte e la scomparsa della dj e del piccolo Gioele. Nella sua carriera in Sicilia si è trovato di fronte ad altri due grandi misteri: l’omicidio del giornalista Beppe Alfano e l’attentato al presidente del Parco dei Nebrodi, Giuseppe Antoci. Ora si deve difendere dalle polemiche sull’efficacia delle ricerche di Viviana Parisi e del figlio di quattro anni.

Dj morta, il pm Cavallo si difende dalle accuse dei familiari

Le accuse arrivano direttamente dai familiari. ” Non so cosa pensare. Lo stavano cercando così a mio figlio?”. Lo scrive polemicamente su Facebook Daniele Mondello, il padre di Gioele, pubblicando un video che mostra un cameraman realizzare con un militare delle immagini di copertura per un servizio televisivo. “Viviana non si è uccisa e non ha ucciso il piccolo” ha concluso nel post il papà.

Si era già espresso così, Daniele, a proposito delle operazioni: “Se non ci fossero stati i volontari a cui avevo rivolto un appello, chissà se e quando lo avremmo trovato mio figlio… Le ricerche sono state un fallimento” .

Parlando a Repubblica, il procuratore difende il suo operato e quello di chi ha effettuato e coordinato le ricerche: “Rispetto l’opinione di chi vive un dolore immenso, ma non ho visto inefficienza dello Stato — dice — E non devo certo fare il difensore di ufficio di qualcuno, ma sono state messe in campo le migliori energie e professionalità”

Ma l’avvocato della famiglia Mondello, Claudio, il cugino del papà, in post è stato chiaro: “La credibilità dello Stato ne esce fortemente compromessa”.

Il padre di Viviana, Luigino Parisi, è ancora più diretto e dichiara tutta la sua delusione: “Per seguire le indagini nomineremo legali che già si sono occupati di casi importanti di cronaca nera, dal delitto di Sarah Scazzi a quello di Meredith Kercher, perché fino ad oggi risposte chiare non ne sono arrivate dall’inchiesta”.

Il procuratore Cavallo è originario di Lecce e ha iniziato come pubblico ministero a Messina nel 1998. Ha dovuto affrontare le polemiche sull’attentato al presidente del Parco dei Nebrodi, Giuseppe Antoci, scatenate dal presidente della commissione regionale antimafia Claudio Fava, sulla matrice mafiosa dell’agguato.

Dj morta, il pm Cavallo si difende dalle accuse: “Indagine corretta”

Ora come in quell’occasione, il procuratore rivendica la “correttezza” di quell’inchiesta: “Accetto, come sempre, qualsiasi critica — dice a Repubblica — ma una cosa deve essere chiara: sin dall’inizio, non abbiamo escluso alcuna ipotesi. Nei primi giorni, ad esempio, si è verificato anche un allontanamento volontario. Poi, abbiamo raccolto un tassello dopo l’altro. Perché siamo di fronte a un caso intricato, con una serie di variabili indefinite.”

E sull’esposizione mediatica del caso il pm aggiunge: “ Se ho fatto alcune dichiarazioni pubbliche nel corso dell’inchiesta era perché dovevamo rintracciare dei testimoni importanti per l’indagine, i turisti del Nord che sono stati gli ultimi a vedere Viviana Parisi. Proprio grazie ai nostri appelli, si sono presentati tredici giorni dopo”.

“Riteniamo di aver ricostruito cosa abbia fatto Viviana prima di arrivare nella galleria dell’autostrada, ma chiunque l’abbia vista a Sant’Agata di Militello ci fornisca indicazioni. Potrebbero aprirsi scenari nuovi” conclude con questo appello il magistrato, dando conferma che sul caso ogni pista rimane ancora aperta.

Dj morta, il luogo del ritrovamento di Viviana e Gioele Fonte foto: Ansa
Dj morta, il luogo del ritrovamento di Viviana e Gioele
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