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Crisi di governo: il piano segreto di Conte per i "costruttori"

Il Governo inizia a contare i voti di Camera e Senato, con Palazzo Madama che preoccupa Giuseppe Conte per il voto di fiducia: servono i responsabili

Mentre Matteo Renzi annunciava le dimissioni delle ministre di Italia Viva in conferenza stampa, i centralini di Palazzo Chigi sarebbero stati inondati dalle chiamate in favore di Giuseppe Conte. “Una lenta marea, che poi è diventata uno tsunami“, con diverse centinaia di cittadini di tutte le età pronti a dare il sostegno al premier. Lo hanno annunciato fonti del Governo al Corriere della Sera. Un ottimo segnale per il premier, messo davanti a una dura crisi di governo, e che ora deve trovare con urgenza i numeri che gli permetteranno di continuare a guidare il Consiglio dei ministri.

In questo clima teso il Cdm ha approvato, nella notte del 14 gennaio, la proposta di uno scostamento di bilancio da 32 miliardi di euro per rilanciare l’economia, che dovrà essere confermata da Camera e Senato con la maggioranza assoluta.

Crisi di governo: Conte chiede la fiducia al Parlamento

Giuseppe Conte si presenterà davanti al Parlamento lunedì 18 e martedì 19 per le comunicazioni fiduciarie, al termine delle quali i deputati il primo giorno e i senatori il secondo saranno tenuti a votare la fiducia al Governo. Seguirà così “la strada maestra quando si apre una crisi”, secondo le parole di Sergio Mattarella. Scongiurato lo scenario della caduta dell’esecutivo, con conseguenti consultazioni e lavori rallentati, il capo dello Stato potrà tirare un sospiro di sollievo.

Crisi di governo: Conte e il nuovo partito dei “costruttori”

I tempi, riporta il Corriere della Sera, sono stretti anche per volere del presidente della Repubblica. Per questo dopo la spaccatura con Matteo Renzi, Giuseppe Conte non ha esitato a dare appuntamento ai parlamentari a distanza di pochi giorni. Giusto quelli che serviranno per trovare una squadra di “costruttori“, come li ha definiti Luigi Di Maio. Ovvero i responsabili che voteranno la fiducia al posto dei renziani, usciti dalla maggioranza dopo le dimissioni delle ministre Bonetti e Bellanova.

Giuseppe Conte li cercherebbe in particolare al gruppo misto, magari tra gli ex rappresentanti di centrodestra soddisfatti della gestione dell’emergenza coronavirus del governo giallorosso. Secondo quanto riporta il Corriere della Sera, a loro avrebbe rivelato in segreto di avere in mente di creare un nuovo partito.

Si tratterà di “un grande progetto politico, europeista, liberale e ambientalista, in contrasto totale con le idee sovraniste di Matteo Salvini e Giorgia Meloni”, come avrebbe riferito il premier ai “costruttori”. La mossa non sarebbe stata particolarmente gradita dai vertici del Partito Democratico e del Movimento 5 Stelle, ma sarebbero stati disposti a chiudere un occhio sui piani di Conte davanti alla possibilità che si vada a elezioni anticipate.

Crisi di governo: i numeri per ottenere la fiducia

Se tutti i parlamentari si presenteranno in aula, sarà necessario trovare 316 voti alla Camera e 161 voti al Senato. È Palazzo Madama a preoccupare più Conte. Lì può contare solo su 152 senatori: i 92 del M5s, i 35 del Pd, i 5 delle autonomie e i 20 del misto. Altri potrebbero arrivare dall’Udc, da Forza Italia ed eventuali senatori di Italia Viva in dissenso. Anche se l’appoggio dei singoli potrebbe non essere sufficiente a garantire una stabilità duratura al Governo.

Ma la caccia alle poltrone e ai cambi di casacca è aperta anche per le opposizioni. Il leghista Gian Marco Centinaio ha dichiarato in collegamento con il tg di La7 che tra le fila del Movimento 5 Stelle sono in tanti i parlamentari che non voteranno la fiducia, pronti a saltare sul Carroccio e passare all’opposizione.

VirgilioNotizie | 15-01-2021 07:44

Crisi di governo, Renzi ritira le ministre. Le reazioni Fonte foto: ANSA
Crisi di governo, Renzi ritira le ministre. Le reazioni
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