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Crisi di governo, Renzi ritira le ministre. Cosa succede ora

Matteo Renzi ha annunciato le dimissioni delle ministre di Italia Viva

Di: VirgilioNotizie | Pubblicato:

Il leader di Italia Viva Matteo Renzi, dopo intense giornate di botta e risposta e tensioni con il premier Conte, ha indetto una conferenza stampa alla Camera per annunciare ufficialmente le dimissioni delle ministre Teresa Bellanova (Politiche Agricole) ed Elena Bonetti (Famiglia) e del sottosegretario Ivan Scalfarotto.

Questa decisione ha spinto di fatto il governo verso la crisi, eppure Renzi non ha escluso la possibilità di un nuovo esecutivo guidato dallo stesso Conte, delegando la decisione al premier. Per Renzi, inoltre, è improbabile andare al voto adesso perché “ci sono le condizioni in Parlamento per non andare al voto” e che si voterà nel 2023, ha detto durante la conferenza stampa.

L’unica certezza su cui ha puntato Renzi è l’esclusione di un “ribaltone” o patti con i sovranisti di centrodestra. Qualsiasi decisione, come ha suggerito caldamente Renzi, dovrà essere discussa e presa nelle sedi adeguate, ovvero il Parlamento, nel pieno rispetto delle istituzioni.

Renzi ritira le ministre. Le dichiarazioni in conferenza stampa

Durante la conferenza, Renzi ha dichiarato: “È molto più difficile lasciare una poltrone che aggrapparsi allo status quo. Noi viviamo una grande crisi politica, stiamo discutendo dei pericoli legati alla pandemia. Davanti a questa crisi il senso di responsabilità è quello d risolvere i problemi, non nasconderli”. Lo ha detto Matteo Renzi in conferenza stampa alla Camera. “La crisi politica non è aperta da Italia Viva, è aperta da mesi”.

Il re è nudo. Risolviamo i problemi. Pensare di risolvere con un tweet, post o su Instagram è populismo. La politica richiede il rispetto delle liturgie della democrazia. Poiché c’è la pandemia occorre rispettare le regole democratiche”, ha aggiunto Renzi.

“Questo è il punto fondamentale – ha dichiarato il leader di Italia Viva – non giochiamo con le istituzioni, la democrazia non è un reality show dove si fanno le veline. Questo prevede la nostra costituzione che non è una storia su Instagram”.

Renzi: “Non consentiremo a nessuno di avere pieni poteri”

Renzi ha sottolineato di aver posto al premier alcuni questioni: “Quelli che ora ci fanno la morale erano per andare alle elezioni e consegnare il paese alla destra populista. Non consentiremo a nessuno di avere pieni poteri. Questo significa che l’abitudine di governare con i decreti legge che si trasformano in altri decreti legge, l’utilizzo dei messaggi a reti unificate, la spettacolarizzazione della liberazione dei nostri connazionali, rappresentano per noi un vulnus alle regole del gioco. Chiediamo di rispettare le regole democratiche”.

“C’è una drammatica emergenza – ha chiosato Renzi – da affrontare ma non può essere l’unico elemento che tiene in vita il governo. Rispondere alla pandemia significa avere desiderio e bisogno di sbloccare i cantieri e agire sulle politiche industriali”.

“Ci sarà un motivo se l’Italia è il Paese ha il maggior numero di morti e il Pil che crolla”, ha sottolineato Renzi.

“Sul Recovery passi importanti. Ma resta un grande problema, perché non si prende il Mes? Mes vuol dire più fondi per la sanità, non prenderli per un motivo ideologico è inspiegabile“, ha detto Renzi nel corso della conferenza stampa.

L’intervento di Teresa Bellanova

Teresa Bellanova, nel corso della conferenza, ha esordito difendendo le scelte di Italia Viva: “Grave errore? Assolutamente no. In queste settimane gli organi di informazione hanno scritto che non si può avere la crisi durante l’emergenza. Noi semplicemente ci siamo assunti la responsabilità di chiuderla questa crisi“.

“Ora diamo la possibilità a chi davvero vuole costruire e dare una chiusura a questa crisi. Adesso io credo che i costruttori possano finalmente in campo. Con questa coalizione? benissimo. Con i responsabili? facciano”, ha aggiunto Bellanova.

“Io come capodelegazione non ho avuto una telefonata da Conte, non ho avuto un segnale per dire ‘abbiamo capito quello che chiedete, costruiamo insieme un programma nelle sedi competenti’. Io penso che questo sia un problema per la democrazia”, si è sfogata Bellanova.

Crisi di governo, cosa succede ora

“Comunque – ha proseguito – voteremo a favore dello scostamento di bilancio e il decreto ristori. Siamo pronti a dare una mano, a parlare di tutto con tutti senza ideologia. Non siamo irresponsabili. Se c’è una crisi la si affronta non su Facebook ma nei tavoli politici”.

Quanto al futuro del governo, Renzi ha precisato: “Non c’è ipotesi di un nostro governo che ribalti e si butti con un accordo sulla destra. Non abbiamo mai fatto un governo con Salvini e non è questo il momento per iniziare”. E ha aggiunto: “Non credo al voto, ci sono le condizioni in Parlamento per non andare al voto”.

“Tocca al presidente del Consiglio – ha poi osservato Renzi – noi siamo pronti a discutere di tutto”. E ha precisato: “Non abbiamo nessuna pregiudiziale, né sui nomi né sulle formule. Non daremo mai vita a un governo con le forze della destra sovranista che abbiamo combattuto”.

“È evidente che non abbiamo il controllo – ha chiosato il leader di Italia Viva – al Senato abbiamo 18 persone incredibilmente libere. Per quello che noi sappiamo o c’è un progetto per un programma di fine legislatura, noi ci siamo. Se il tema è se si formano i gruppi di responsabili, fai pure presidente. A me non risulta ci siano alcuni dei nostri ma non grido allo scandalo, penso sia un’occasione persa”.

“Se hanno i responsabili, buon lavoro. Li hanno cercati? Sì, ma secondo me non li hanno trovati. Non è detto che non li trovino domani. Ma se si vuole andare a un governo che si appoggia sui responsabili per noi è del tutto legittimo, non c’è alcun problema. Rivendichiamo però la libertà di non farne parte. Not in my name, non nel nostro nome”, ha concluso Renzi.

“Conte si dimetta”: la nota del centrodestra

“Il centrodestra, prima forza politica del Paese, chiede che il presidente del Consiglio prenda atto della crisi e si dimetta immediatamente o, diversamente, si presenti domani in Parlamento per chiedere un voto di fiducia”. Lo si legge in una nota congiunta dei leader dell’opposizione di centrodestra. “Se non ci sarà la fiducia, la via maestra per riportare al governo una maggioranza coesa con un programma condiviso resta quella delle elezioni”.

Crisi di governo: tutti gli scenari possibili Fonte foto: ANSA
Crisi di governo: tutti gli scenari possibili
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