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Crisanti vaccinato, nuova teoria dei negazionisti: la sua replica

Secondo gli scettici, il virologo Andrea Crisanti non si sarebbe vaccinato nonostante la diretta streaming: la sua replica

È finito nel mirino di scettici e negazionisti Andrea Crisanti, il virologo dell’Università di Padova che si è sottoposto alla vaccinazione anti Covid due giorni fa. “Dopo il vaccino sto bene – ha assicurato all’Adnkronos – non è successo proprio niente. Neanche qualche linea di febbre. Ho fatto l’iniezione pubblicamente, anche se non mi piaceva la storia delle telecamere, e il video su Youtube è diventato virale. Ma per alcuni neanche questo basta”.

Il virologo si riferisce ad alcuni commenti comparsi sul web dopo le immagini del momento della vaccinazione: “Non so cosa si possa fare di più. Eppure c’è chi ha scritto che l’ago era parzialmente coperto mentre l’operatrice lo infilava nel mio braccio“.

Scuola, la proposta di Crisanti per il rientro

Crisanti, nel suo intervento all’Adnkronos, ha parlato anche in merito alla scuola. La sua proposta è di “riaprire per qualche settimana una scuola per ogni colore – una in zona rossa, una in zona arancione e una in zona gialla – per capire la trasmissione del Sars-CoV-2 all’interno della comunità scolastica” e prendere una decisione sulle riaperture il 7 gennaio “che sia basata sui dati”. Per l’esperto, “quello in corso in queste ore è un dibattito totalmente inutile in assenza di dati”.

“Abbiamo perso mesi di tempo prezioso, specie all’inizio – ha aggiunto -. Tempo in cui avremmo potuto monitorare quello che succede nelle scuole” in tempi di pandemia di Covid-19. “Invece ad oggi nessuno sa cosa succede. Non sono mai stati raccolti e condivisi dati sull’effettiva trasmissione del virus nelle scuole. Ci si è basati su qualche dato che suggerisce che ci sono pochi ammalati. Ma i bambini sono quasi tutti asintomatici, quindi come si fa a dirlo? Con è mai stato fatto un campionamento sulle scuole. Quindi questo è un dibattito condotto senza informazioni”.

“Io – ha dichiarato – avrei fatto tamponi a campione su varie scuole quando eravamo in condizioni di poterlo fare con calma. Adesso siamo a pochi giorni dal momento in cui si deve prendere una decisione. E in questa situazione aprirei un distretto scolastico in zona gialla, uno in arancione e uno in rossa e aspetterei qualche settimana per vedere cosa succede. Poi sulla base dei risultati, con i dati dei tamponi che mostrano qual è l’effettiva trasmissione, si potrebbe agire prendendo delle decisioni informate”.

VirgilioNotizie | 05-01-2021 07:59

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