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Covid, Vaia sulle varianti: " I vaccini si possono adattare"

Il direttore dello Spallanzani Francesco Vaia rassicura sulle varianti del coronavirus e apre al vaccino russo

Il direttore sanitario dell’Istituto Spallanzani Francesco Vaia, in un’intervista al Messaggero, si dice “rattristato” per la paura diffusa tra le persone a causa della diffusione delle varianti del coronavirus, che assicura invece si possono combattere adattando i vaccini ai nuovi ceppi.

“In estate abbiamo avuto la variante spagnola e nessuno si è preoccupato più del dovuto, il dato non è stato enfatizzato. Del resto è del tutto normale, fisiologico, che il virus continui a variare. C’è una guerra in corso tra lui e noi. E la sua arma è cambiare, adattarsi all’ospite” chiarisce l’infettivologo.

“A noi tocca studiare le sequenze genomiche – spiega ancora Vaia – cosa che peraltro allo Spallanzani abbiamo fatto per primi. E finora sappiamo che le varianti non portano un aggravamento della malattia e che allo stato non ci sono elementi che facciano pensare a una minore validità del vaccino”.

Francesco Vaia dice di essere scettico riguardo alle informazioni circolate sullo scarso funzionamento dei vaccini contro le varianti del coronavirus e sullo studio di un’efficacia di appena il 10% sul prodotto di AstraZeneca risponde: “È uno studio preliminare. Vedremo. C’è odore di geopolitica dietro certi annunci. In Italia il fenomeno varianti non è esploso.”

“Io sono un tecnico e posso dire che la strada maestra è una, non sono due. Dal punto di vista della scienza posso rassicurare che siamo in grado di adeguare i vaccini in breve tempo, qualora fosse necessario – specifica ancora Vaia. La variante inglese sembra che contagi con più rapidità e che infetti anche i giovani, tuttavia non si è registrata un aggravamento della malattia. I giovani fortunatamente continuano a rispondere bene all’infezione”

Il direttore dell’Istituto nazionale di Malattie infettive, nella lotta al Covid-19, confida inoltre sul vaccino russo: “Ha un’efficacia dichiarata superiore al 90%. Mi auguro che le autorità europee e italiane, Ema e Aifa, lo autorizzino quanto prima”.

“Come per AstraZeneca c’è un vettore virale non in grado di riprodursi. La sua specificità è che c’è un doppio vettore, per cui la seconda dose è diversa come tipologia di farmaco dalla prima, ma questo è un dettaglio tecnico – spiega ancora l’esperto. Mentre i vaccini di Pfizer e Moderna introducono direttamente un messaggio genetico. La loro è una soluzione innovativa però con il problema della conservazione a temperature molto basse, anche 80 gradi sotto zero. Invece lo Sputnik, come AstraZeneca, lo conservi in frigorifero”

VirgilioNotizie | 09-02-2021 09:41

Cosa si sa oggi sui vaccini Pfizer, Moderna, Astrazeneca, Sputnik Fonte foto: ANSA
Cosa si sa oggi sui vaccini Pfizer, Moderna, Astrazeneca, Sputnik
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