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Covid: ritardo dosi, mix vaccini e piano Covax. Il punto di Palù

Giorgio Palù, virologo e presidente dell'Aifa, fa il punto sulla situazione Covid in Italia e nel mondo

Giorgio Palù, virologo del Cts e presidente dell’agenzia del farmaco Aifa, nelle scorse ore, raggiunto dal Corriere della Sera, ha fatto il punto su diversi aspetti riguardanti la pandemia, tracciando un quadro della situazione italiana e di quella mondiale e spiegando come potrebbe evolversi lo sviluppo del coronavirus.

Sul richiamo che Figliuolo ha fatto alle Regioni (il commissario è tornato a bacchettarle e a sottolineare di conformarsi al piano nazionale che prevede di somministrare per fasce d’età e non in ordine sparso), Palù non ha dubbi: “Ha perfettamente ragione. Gli over 60 sono vaccinati al 60,7%, ma solo un terzo di loro hanno ricevuto ambedue le dosi. Over 70, 80 e 90 sono coperti rispettivamente al 78%, 89% e 92% con 80enni e 90enni che hanno ricevuto quasi tutti ambedue le iniezioni. Quindi la fascia sopra i 60 è significativamente esposta all’infezione e a conseguenze gravi e letali, queste ultime nel 2,8% dei casi”.

Capitolo riaperture: secondo il virologo i “dati italiani sono molto incoraggianti” e quindi è bene procedere con il “ritorno alla normalità” che però “deve essere graduale”. La regola resta la medesima degli ultimi mesi, quella cioè che segue un doppio binario: “campagna di vaccinazione” rapida e “il rispetto delle semplici regole che vengono richieste”.

Di recente è emerso un report stilato dagli scienziati al Global Health Summit, che hanno messo in guardia da future minacce pandemiche. In particolare si teme che i Paesi più poveri, sprovvisti dei mezzi necessari per prevenire e curare gli effetti dei virus, potrebbero essere fucina di nuove problemi globali.

“La pandemia – ragiona Palù – si sta spostando altrove. Non possiamo ignorarlo, la diffusione del virus è planetaria e l’immunità di gregge non può riguardare i singoli Paesi data la globalizzazione di viaggiatori. L’approccio deve essere universale e non saremo mai fuori pericolo finché non lo saremo ovunque. Ecco perché va sostenuto il programma Covax, l’acceleratore per l’accesso agli strumenti Covid-19, quindi vaccini, farmaci e test diagnostici, patrocinato dalle Nazioni Unite”.

Capitolo dosi e ritardi nelle somministrazioni. Fino a che punto ci si può spingere? L’esperto cita i dati incoraggianti riscontrati nel Regno Unito, ricordando che In Italia e in Europa si sta procedendo “in modo cauto e graduale” ma che si è già prevista “la possibilità di portare l’intervallo a 42 giorni”.

Di recente si è cominciato a discutere sul mix di dosi di vaccini a Rna messaggero, ad esempio se è vantaggioso somministrare la prima dose con Pfizer e la seconda con Moderna. Cosa sappiamo? “Alcuni Stati dell’Ue lo hanno già deciso o ci stanno pensando. Studi clinici sono in corso. Ieri la rivista Nature ha riportato un lavoro spagnolo preliminare su 600 persone che dimostra vantaggi nella combinazione. Non ci sono però elementi sufficienti per consigliare questo mix”, conclude Palù.

VirgilioNotizie | 22-05-2021 08:49

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