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Covid, riaperture a maggio: lo scetticismo di Andrea Crisanti

Il virologo Andrea Crisanti ha sottolineato le sue riserve riguardo la possibilità di riaprire le attività chiuse come succede nel Regno Unito

Di: VirgilioNotizie | Pubblicato il:

Andrea Crisanti, direttore del dipartimento di Microbiologia e Virologia dell’Università di Padova, è intervenuto ad Agorà, in onda su Rai 3, per parlare delle possibili riaperture ipotizzate da un documento che le Regioni hanno trasmesso al Governo, e che è in attesa di una valutazione da parte della cabina di regia e del Comitato tecnico scientifico. “Pensare a un calendario di riaperture in Italia, sul modello di quanto avviene oltremanica, “penso che giovi a tutti per essere più sereni. Ma dobbiamo prima riflettere sui numeri”.

“Boris Johnson nel Regno Unito ha riaperto pochi giorni fa avendo 40 morti, 2 mila casi al giorno e il 65% della popolazione vaccinata. Noi invece abbiamo ogni giorno quasi 400 morti, 16 mila casi e appena il 10% della popolazione vaccinata. Io penso che una differenza con noi ci sia”.

Covid, Crisanti sulle riaperture: “Teniamo conto degli errori fatti”

“Io non sono contrario che i ristoranti riaprano, non ne posso più neanche io, ma non ne posso più neanche delle posizioni demagogiche… Facciamo le cose una volta per tutte, ma fatte bene. Bisogna tenere conto degli errori che abbiamo fatto l’anno passato, quando abbiamo sbagliato con alcune riaperture”, ha sottolineato il virologo. “Occorre guardare i numeri, che ora ci dicono che il tasso delle terapie intensive è alto. Non si può riaprire in maniera maldestra”.

“L’immunità di gregge non credo che la raggiungeremo, perché senza vaccinare le fasce di età tra 1 e 18 anni l’immunità di gregge non si raggiunge”, ha spiegato intervenendo nella trasmissione Rai. “È proprio una questione di carattere matematico. L’immunità di gregge si raggiunge con 42 milioni di vaccinati. Le persone da 1 a 18 anni sono circa 12 milioni. Nel migliore dei casi si vaccina l’80% della popolazione. Già stiamo sotto”.

Covid, Crisanti: “Riaprire il 2 giugno è demagogia”

Andrea Crisanti aveva già parlato della questione riaperture in un’intervista a FanPage, in cui aveva escluso la possibilità di una ripartenza con la data simbolica del 2 giugno, in cui si celebra la Festa della Repubblica. “Io non credo che sia utopia, ma demagogia, che è molto peggio”.

“Le aperture bisogna farle guardando al numero di vaccinati e delle persone infette, per cui è anche difficile fare previsioni per i prossimi mesi, anche per l’estate. Qualsiasi altra valutazione è dettata dall’ignoranza nel migliore dei casi, nel peggiore è per l’appunto demagogia”, aveva ribadito l’esperto.

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