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Covid, la proposta di Crisanti e la verità sull'aumento dei casi

Il professore di microbiologia dà la sua spiegazione sulla crescita dei contagi e fa una proposta per i prossimi mesi

Andrea Crisanti, professore di microbiologia all’Università di Padova, ha un piano per il nuovo corso dell’epidemia e lo racconta attraverso una lettera al Corriere dove fa un’analisi della situazione attuale in Italia dei contagi da Covid-19.

Covid, l’analisi di Crisanti sul quadro epidemiologico

Crisanti scrive come la ripresa della “trasmissione virale” sembra sia alimentata da comportamenti di socializzazione diffusi prevalentemente tra i giovani e da casi di importazione e che il bollettino recita oggi lo stesso numero di casi che veniva riportato durante il lockdown.

Il professore sottolinea comunque delle differenze tra i mesi più difficili dell’epidemia e il quadro odierno: “La maggior parte delle persone infette sono giovani in grande maggioranza asintomatici o con sintomatologia molto lieve. E, cosa confortante, il numero delle persone ricoverate nei reparti Covid e rianimazione aumenta di poche unità al giorno senza mettere sotto pressione il sistema sanitario”.

Nonostante oggi la curva dei contagi sia più sotto controllo rispetto a marzo e aprile, tiene banco il dibattito su come mai si sia ritornati a un aumento dei casi e su questo Crisanti esprime la sua ipotesi.

Partendo dai dati sull’indagine sierologica condotta dall’Istat, Crisanti rivela come gli infetti da coronavirus in Italia siano stati complessivamente un milione e 482 mila, molto più di 265mila casi accertati, e considerando che il 70% dei tamponi positivi sono stati registrati dal 22 febbraio al 3 aprile, il professore ne deduce che la stessa percentuale di contagiati, un milione e 40 mila, cioè buona parte, siano da riferire a quel periodo.

“Nella fase attuale – spiega il professore- consapevoli del fatto che le persone infette possano essere asintomatiche o presentare una sintomatologia lieve, si eseguono test a persone che prima sarebbero state trascurate e quindi i dati sono molto più rappresentativi della reale trasmissione del virus. A questo punto i conti tornano. I casi di questi giorni sono circa dalle 15 alle 20 volte inferiori a quelli delle prime settimane della pandemia calcolati tenendo conto del contributo degli asintomatici e dei casi lievi”.

Covid, la proposta di Crisanti

Fautore del “modello Veneto” primo sostenitore della strategia dei “tamponi a tappeto”, Andrea Crisanti avanza la sua proposta in vista di un quadro epidemiologico che, dice, con la riapertura delle scuole, la ripresa delle attività lavorative e la stagione autonnale, inevitabilmente continuerà  complicarsi così come sta già succedendo negli altri Paesi.

“Il grande problema nel contrastare la diffusione del virus è la elevata frequenza di soggetti asintomatici che possono inconsapevolmente trasmettere l’infezione” sostiene Crisanti “In questo momento le regioni tutte assieme possono al massimo raggiungere la capacità di effettuare circa 90 mila tamponi, picco che viene raggiunto occasionalmente e che non è sufficiente a far fronte alla domanda di test che ci sarà.”

“È dunque questa urgenza che mi ha indotto a presentare – annuncia il professore di microbiologia – su invito di alcuni membri del governo, un piano che conduca a incrementare, fino a quadruplicare su scala nazionale, la capacità di fare tamponi superando le barriere e divisioni regionali che hanno generato una insensata panoplia di iniziative e adozioni tecnologiche che sicuramente generano confusione e in alcuni casi sono controproducenti.”

VIRGILIO NOTIZIE | 31-08-2020 09:46

crisanti Fonte foto: Ansa
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