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Covid, sindrome simil Kawasaki nei bambini: quali sono i sintomi

Sono circa 300 i bambini che hanno contratto una sindrome infiammatoria multisistemica a causa dell'infezione da coronavirus in Italia

Tra le complicanze del coronavirus c’è la sindrome infiammatoria multisistemica da Covid, la Mis-C, detta anche sindrome simil Kawasaki. Colpisce i bambini, anche se è molto rara. Durante la prima ondata sono stati segnalati diversi casi nel Nord Italia, in particolare nella zona di Bergamo, mentre in questa seconda ondata i ci sarebbero un centinaio di piccoli pazienti che hanno contratto questa condizione, che portano il totale dall’inizio della pandemia a circa 300. Ne dà notizia il Corriere della Sera.

All’ospedale Santobono di Napoli solo nell’ultimo periodo 16 bambini tra i 4 e gli 11 anni hanno avuto questa diagnosi, che non deve preoccupare particolarmente i genitori. In Italia non ci sono stati decessi legati a questa sindrome infiammatoria, e tutti i ragazzi colpiti hanno risposto bene alle terapie. È necessario però riconoscerne i segnali in fretta.

Covid, sindrome simil Kawasaki nei bambini: quali sono i sintomi

Tra i sintomi della sindrome simil Kawasaki ci sono la febbre elevata associata ad almeno una tra le altre spie dell’infiammazione multisistemica, ovvero arrossamento degli occhi, macchie sulla pelle come quelle del morbillo e sintomi gastrointestinali, come diarrea, nausea e vomito. Inoltre sarebbe utile monitorare, con l’aiuto del pediatra, possibili cali di pressione e aritmie.La diagnosi precoce è utile per intervenire subito con una terapia mirata.

Covid, sindrome infiammatoria multisistemica nei bimbi: le cause

Le sindromi infiammatorie multisistemiche non sono una diretta conseguenza del coronavirus, ma sono causate dalla forte risposta immunitaria. Possono per questo rimanere latenti anche per un mese dopo l’infezione da Covid. Gli organi più colpiti sono il cuore, con conseguenti miocarditi, e l’apparato digerente. Talvolta anche i polmoni.

Covid, sindrome simil Kawaski nei bambini: la storia di Luisa

Vincenzo Tipo, responsabile del Pronto soccorso dell’ospedale Santobono di Napoli, ha raccontato su un lungo post pubblicato su Facebook la storia della piccola Luisa, 5 anni. La bimba era risultata positiva al coronavirus a dicembre, insieme al resto della famiglia. Asintomatica, era guarita in fretta.

Tre settimane dopo, ha scritto il medico sui social, sono comparsi “febbre altissima, dolori muscolari, cefalea, congiuntivite e un violento dolore addominale”. In un primo momento i medici pensano alla peritonite, ma dopo il parere di un chirurgo è stato deciso di trasferire la bimba nel nosocomio partenopeo.

“Accogliamo la bimba. Sta maluccio. Esami, radiografie, ecografie, visite specialistiche. Non abbiamo dubbi: Mis-C, cioè sindrome infiammatoria multisistemica, correlata al Covid”. Dopo il fallimento della terapia e con il cuore di Luisa in sofferenza, “siamo a un passo dalla rianimazione“. Per questo viene utilizzata una terapia off label, cioè non prevista dai protocolli. Il farmaco fa effetto, la piccola inizia una lenta ripresa per poi tornare a casa.

Vaccino, sindrome infiammatoria multisistemica: l’appello

Il primario ha però aggiunto che dopo aver festeggiato la guarigione di Luisa, “chiama il 118. Si è alzato in volo un elicottero da un’altra regione. Ci stanno portando Francesco, 12 anni, febbre alta, troponina alle stelle, dolori addominali violenti, già positivo al Covid. Sta male. Un’altra sindrome infiammatoria multisistemica. Affiliamo le armi. Dal Pronto soccorso sta salendo Tonia, 4 anni, stessa storia”.

“Questo maledetto virus è subdolo e può far male, molto male, ad adulti e bambini senza guardare in faccia a nessuno. L’unica arma per fermarlo è il vaccino. Io mi vaccinerò per me stesso, per la mia famiglia, per le persone a cui voglio bene, ma anche per Luisa, Francesco e Tonia. I bambini non dovrebbero mai conoscere il nero, hanno diritto a vivere una vita a colori!”, ha concluso Vincenzo Tipo su Facebook.

VirgilioNotizie | 05-01-2021 21:01

Covid, cosa sappiamo della variante italiana: parlano gli esperti Fonte foto: ANSA
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