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Covid in Europa, secondo l'Oms tra due mesi oltre la metà dei cittadini del continente positivi al coronavirus

A un briefing con i giornalisti, Hans Kluge ha anche argomentato la posizione dell'Organizzazione Mondiale della Sanità sulla scuola

Di: VirgilioNotizie | Pubblicato:

Una spaventosa prospettiva quella evocata da Hans Kluge, direttore dell’Oms Europa. Il rappresentante dell’Organizzazione Mondiale della Sanità ha parlato anche di scuola.  Ecco che cosa ha detto.

Contagi in Europa, secondo l’Oms entro due mesi oltre la metà dei cittadini avranno avuto o avranno il Covid

Secondo Kluge, entro due mesi, oltre il 50% degli europei potrebbe aver sperimentato sulla propria pelle il contagio da nuovo coronavirus.

Il portavoce dell’agenzia internazionale ha infatti notato come il Vecchio Continente abbia “registrato oltre 7 milioni di nuovi casi di Covid segnalati nella prima settimana del 2022, più che raddoppiati in un periodo di due settimane. Al 10 gennaio – ha poi continuato – 26 paesi hanno segnalato che oltre l’1% della loro popolazione si è ammalata ogni settimana”.

Sono numeri spaventosi quelli messi in risalto nel briefing dell’Oms Europa. Ben testimoniano l’avanzata della preoccupante, perché più contagiosa, variante Omicron. In passato, Bassetti aveva evocato l’immunità di gregge raggiunta attraverso il contagio, e non tramite le vaccinazioni.

Ritorno a scuola, cosa ha detto l’Organizzazione Mondiale della Sanità

Tornando a quanto detto da Kluge, le scuole dovrebbero essere, nella visione dell’Organizzazione, “gli ultimi posti a chiudere e i primi a riaprire”. Una prospettiva in linea con quanto deciso in Italia al termine di un intenso dibattito, che ha visto alcuni governatori schierarsi contro le decisioni del governo nazionale.

“Lasciare le scuole aperte – ha detto Burke – ha importanti benefici per il benessere mentale, sociale ed educativo dei bambini. I Paesi potrebbero voler considerare la revisione dei protocolli su tamponi, isolamento e quarantena dei contatti a rischio nelle classi per ridurre al minimo le interruzioni all’insegnamento, mitigando di rischi il più possibile con la ventilazione l’uso delle mascherine”.

L'analisi dei tamponiFonte foto: ANSA
L’analisi dei tamponi.

Apertura delle scuole, la posizione del presidente del consiglio Mario Draghi sulla Dad e il via alle lezioni

Nella conferenza stampa di ieri, Draghi aveva sottolineato che “ci sono anche motivazioni di ordine pratico” dietro la questione dell’apertura delle scuole: “Ai ragazzi – aveva detto – si chiede di stare a casa, poi fanno sport tutto il pomeriggio e vanno in pizzeria? Non ha senso chiudere la scuola prima di tutto il resto, ma se chiudiamo tutto torniamo all’anno scorso e non ci sono i motivi per farlo”.

Il presidente del Consiglio, ancora sull’inizio delle lezioni, aveva evocato “cautela”, continuando: “La priorità è la scuola aperta e in presenza: la Dad genera disuguaglianze”. Al briefing con i giornalisti, il premier ha anche sottolineato che “gran parte dei problemi che abbiamo oggi dipendono dal fatto che ci sono dei non vaccinati”.

Variante Omicron, tamponi rapidi falsi negativi: quando e come effettuare i test antigenici per non sbagliare Fonte foto: ANSA
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