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Covid, Crisanti accusa in Tribunale: "La zona rossa a Bergamo avrebbe salvato migliaia di vite". Il retroscena

Il professore di Microbiologia è stato ascoltato dai magistrati della Procura bergamasca in merito alla gestione della crisi pandemica nel 2020

Di: VirgilioNotizie | Pubblicato il:

La zona rossa a Nembro e Alzano non venne mai istituita, ma avrebbe potuto evitare tra le 2mila e le 4mila vittime in Val Seriana. Questo è quanto avrebbe dichiarato il professor Andrea Crisanti ai magistrati della Procura di Bergamo che lo hanno ascoltato nel pomeriggio di ieri.

CrisantiFonte foto: Getty

Crisanti in Procura a Bergamo: “Si sarebbero evitate migliaia di vittime”

Andrea Crisanti è professore ordinario di Microbiologia all’Università di Padova e nel corso dei due anni di crisi pandemica è diventato un punto di riferimento per molti cittadini italiani. Negli ultimi giorni era già finito sui quotidiani per la critica rivolta a Mario Draghi sulle scelte anti-Covid prese in queste settimane.

La consulenza richiesta dai giudici del tribunale bergamasco

Ora il professore è stato chiamato dai giudici del tribunale bergamasco per deporre una maxi consulenza sulla gestione dell’emergenza sanitaria in quei primi drammatici mesi del 2020. Raggiunto in tarda serata da alcuni giornalisti delle agenzie Ansa e Agi, Crisanti avrebbe confermato che “sì, nella mia relazione c’è anche un calcolo sulle vittime che si sarebbero potute evitare”.

Crisanti in Procura a Bergamo, il calcolo sul numero dei decessi

Il diretto interessato avrebbe anche aggiunto di “non poter rilasciare alcuna dichiarazione”, ma intanto i numeri che trapelano fanno un certo effetto. Se non altro perché si inseriscono nel contesto della mortalità di Bergamo tra fine febbraio e fine aprile 2020: fu la più alta d’Europa sul totale della popolazione, con oltre 3mila vittime certificate (ossia con tampone effettuato prima del decesso) e altrettante che hanno perso la vita nelle case, nelle ambulanze e nei luoghi dove non era possibile svolgere un test sulla presunta positività.

“Sulla mancata zona rossa sono emerse criticità” ha ribadito di recente Crisanti, lasciando intendere che la strada da percorrere sarebbe stata quella dell’istituzione di maggiori divieti anche in Val Serianna, cosa che era avvenuta solo pochi giorni prima per Codogno e diversi altri comuni del Lodigiano.

Crisanti in Procura a Bergamo, i parametri dello studio

Il professore ha spiegato anche i parametri utilizzati per suo modello matematico: “Io e la mia squadra abbiamo ricapitolato il numero di morti giorno per giorno e poi abbiamo confrontato i dati con diversi fattori tra cui la sieroprevalenza (ovvero la diffusione del virus in una data popolazione), che tra Nembro e Alzano ha toccato picchi mai raggiunti da nessun altra parte in Occidente, fino al 50%“.

Ora spetterà ai magistrati della Procura di Bergamo se i numeri della conseguenza della mancata zona rossa possano avere rilevanza penale e quali siano i potenziali soggetti coinvolti. A partire dal ministero della Salute, che di recente ha pubblicato un dossier sul numero di morti evitati grazie ai vaccini.

Covid Crisanti zona rossa Bergamo Fonte foto: ANSA
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