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Covid, cosa accadrà con l'arrivo dell'influenza: la situazione

Il piano per affrontare sia l'influenza sia il coronavirus: c'è però il rischio che non tutti riescano ad avere il vaccino per immunizzarsi

Sono in molti che si chiedono come sarà gestito il periodo in cui tornerà a diffondersi la ‘classica’ influenza stagionale. Una domanda per nulla banale ai tempi del coronavirus. E se al momento il vaccino contro il Covid-19 non c’è, meglio puntare su quello che previene l’influenza. A che punto si è su questo fronte? A fare chiarezza è stato il quotidiano La Repubblica che ha reso noto che le dosi acquistate dalle Regioni sui farmaci relativi all’influenza sono aumentate del 40% rispetto al 2019. Il Lazio ha persino raddoppiato la quota, arrivando come la Lombardia, a 2,4 milioni. Potrebbero però sopraggiungere altri problemi.

Se si guarda all’anno passato, i numeri dicono che lo scorso inverno sono stati 10 milioni – il 16,7% della cittadinanza – gli italiani che si sono immunizzati attraverso il sistema sanitario pubblico. Scendendo nel dettaglio, si sono vaccinate il 54% delle persone della fascia degli over 65. Spostandosi sugli operatori sanitari, il 20%.

Quest’anno sono previste più immunizzazioni. Il Ministero per la Salute, il 5 giugno 2020, tramite una circolare, ha fatto sapere che ci sarà un anticipo per quel che riguarda le prime iniezioni. Si effettueranno a ottobre, visto che la protezione immunitaria agisce in un paio di settimane. Non solo: è stata allargata la fascia delle persone per le quali il vaccino è raccomandato: se prima si partiva dagli over 65, adesso la raccomandazione comprende anche gli over 60, le donne in gravidanza, le forze dell’ordine e i vigili del fuoco.

L’immunizzazione è “fortemente raccomandata nella prospettiva di una iniziativa legislativa che la renda obbligatoria” per gli operatori sanitari e le categorie a contatto con persone fragili. Il Lazio, che ha fin da subito ha voluto l’obbligo per gli over 60 e i sanitari, ha vinto un ricorso al Tar.

Alla luce di questa situazione, si pone un problema di non poco conto: si rischia che le persone non comprese nelle fasce suddette non trovino il vaccino per immunizzarsi.

Federfarma, secondo le proprie stime, sostiene che un milione di persone vorrebbero vaccinarsi ma non troveranno dosi disponibili. “Da una parte – spiega il presidente Andrea Mandelli – assistiamo alle dichiarazioni unanimi della comunità scientifica sulla necessità di estendere l’antinfluenzale anche alle persone non a rischio, dall’altra le aziende produttrici faticano a garantire la produzione anche per la richiesta privata”.

“Come nel caso delle mascherine – aggiunge Mandelli -, si rischia di suscitare una domanda da parte della collettività, del tutto giustificata, alla quale si può rispondere solo parzialmente”.

Il pericolo è che ci si possa trovare con influenza e Covid circolanti, senza capire immediatamente chi è malato dell’uno o dell’altra. Una situazione che metterebbe sotto pressione il sistema sanitario che si vedrebbe costretto a un numero crescente di tamponi da effettuare per sapere se le persone hanno il coronavirus o l’influenza.

Produrre più dosi non si può? Secondo Repubblica le aziende produttrici sono state già sovraccaricate di ordini e non sarà facile aumentare ulteriormente il lavoro. “La richiesta è aumentata del 40%, in base alle gare già fatte” afferma il presidente di Farmindustria Massimo Scaccabarozzi. “L’epidemia di coronavirus ha messo in allerta molti e le aziende faranno il possibile per soddisfare le varie richieste”.

VIRGILIO NOTIZIE | 27-08-2020 13:40

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