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Coronavirus, aumentano le terapie intensive: i timori di Galli

L'infettivologo del Sacco, Massimo Galli, parla dell'aumento dei contagi e torna sui negazionisti: "Sono 10 scienziati, come si definiscono loro"

“Purtroppo cominciano a salire, per ora di poco, anche i ricoveri in terapia intensiva. Per questo non dico di attuare interventi estremi come il blocco delle frontiere, ma almeno usare il massimo della prudenza. Dopo esserci scottati, dobbiamo stare più attenti”. Lo ha detto Massimo Galli, infettivologo dell’ospedale Sacco di Milano, ai microfoni del Giornale.

Da più parti d’Italia arrivano immagini di piazze piene e locali affollati: Visto quello che sta accadendo ci poteva andare molto peggio come numeri. In Spagna la situazione è drammatica, forse anche per il fatto che il lockdown è stato più breve e meno stringente”.

Galli e i due problemi principali: asintomatici e sommersi

Quindi il passaggio sugli asintomatici: “Sono il 30% degli infetti, in più c’è il problema dell’incognita dei sommersi. Prima del 20 febbraio ci eravamo illusi che l’emergenza si potesse concludere con i quattro casi allo Spallanzani di Roma, invece eravamo pieni di positivi, mai avrei pensato di vedere quello che è accaduto. Chiudevamo i voli dalla Cina, ma il virus arrivava indirettamente da altri Paesi”.

L’affondo di Galli ai negazionisti

L’esperto ha anche parlato dei cosiddetti ‘negazionisti‘: “Sono dieci scienziati, come si definiscono loro. Alcuni li stimo e li conosco, altri no. Gli altri fanno altri mestieri. Detto questo, la vedo dura insistere su una posizione quando succede tutt’altro”.

“Direi di spostare le litigiosità politiche – ha aggiunto – su altri temi. E poi serve un coordinamento centrale e tecnico. Solo così possiamo realmente affrontare l’epidemia”.

VIRGILIO NOTIZIE | 01-08-2020 11:49

coronavirus-contagi-terapie-intensive-galli Fonte foto: Ansa
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